Trarari Tipi Libri
Libri editi da Trarari Tipi Fotografia e fotografi
(R)esistere a Venezia. Ediz. illustrata Della Corte Paolo - Trarari Tipi, 2019
"Venezia vive. Unica, bellissima, desiderata e posseduta da venticinque milioni di turisti l'anno: più di Londra, più di Parigi. Ma vivono o sopravvivono i cinquantamila veneziani che l'abitano ancora? Che cosa li fa resistere all'alluvione di gente che un tempo aveva le sue stagioni e i suoi picchi - Carnevale, Pasqua, Capodanno - e ora non si ferma quasi mai? Se lo chiede uno di loro, il fotografo Paolo della Corte, e lo chiede ai concittadini a modo suo, con l'obiettivo maneggiato come fonendoscopio e radar. Dalla vertigine di forme e di colori paiono sprigionarsi brusii, strepitii, rombi di motori, il magma sonoro nel quale di giorno s'immerge la città dei foresti. La città dei veneziani in certi campi, lungo certi rii, in riva a certi scorci lagunari può sempre dirsi la più silenziosa al mondo. Lì si rifugiano i resistenti, i resilienti, o vanno a cercarvi tregua, sollievo, possibilità di pensiero." (dalla presentazione di A. Sinigaglia). Un libro d'autore in limited edition, firmato e numerato a mano da Paolo della Corte, diventa anche catalogo di mostra durante le esposizioni di questa singolare e inedita ricerca.
Street art segno dei tempi. Ediz. illustrata Cereda Antonio Ferrari D. (Cur.) Traini L. (Cur.) - Trarari Tipi, 2019
Questo libro racconta sogni e realtà per strade e immagini nuove soprattutto a Milano, ma con ramificazioni e anticipazioni anche in Madagascar, a New York o Lisbona, perché si tratta di una dimensione estetica a livello planetario che ha origini e contaminazioni condivise e cifra propria la multiculturalità. È un'arte, come scrive Anna Canuto, che "si è sviluppata al di fuori del museo", e la Milano degli ultimi anni ha saputo cogliere questo grande anelito di libertà di espressione riservando sempre più spazio alla street art. I graffittari sono passati da writers a urban artist, oggi accolti ovunque. Un'arte sempre giovane capace di dare un senso positivo ai luoghi abbandonati trasformandoli in spazi liberati. Cereda testimonia questa continua attenzione alla vitalità prorompente e irrefrenabile del colore che tende a lasciare il segno dove altri hanno scelto o dovuto chiudere gli occhi. Che dovranno riaprire. Introduzione di Anna Canuto.