Tullio Pironti Libri
Libri editi da Tullio Pironti Storia della filosofia occidentale
Giordano Bruno torna a casa D'alessandro Giuseppe - Tullio Pironti, 2018 - Saggistica
"L'anelito alla pace, di Dio e dell'uomo, ci riporta in noi superando le derive e le frammentarietà alle quali l'esistenza sovente è esposta. I prati erbosi della pace divina, le sorgenti alle quali ci abbeveriamo sono sostanza ed essenza della vita divina dell'essere che dinamicamente e continuamente si evolve e nella quale siamo immessi. Di fronte alla cieca violenza del potere riluce la testimonianza di Giordano Bruno, che nel suo coraggio saldo proclama la co-appartenenza dell'umanità all'immenso della vita infinita. II suo tornare a casa è quello di ogni uomo che, nella ricerca inesauribile del senso dell'esistenza e nel trovarlo, annuncia l'unione inscindibile del divino e dell'umano. Antonio Maione proietta unitari i fili dell'esperienza nella novità permanente del presente-futuro, nella morbidezza dell'ascolto e nella proposta di un'esistenza altra, alimentata dal soffio dello Spirito che riprende in sé la fenomenicità e la installa nell'eterno." (Giuseppe D'Alessandro)
Nietzsche Zweig Stefan - Tullio Pironti, 2015 - Saggistica
"Mi si comprenderà dopo la prossima guerra europea", scrisse profeticamente Friedrich Nietzsche; ed ecco che la trilogia de "La lotta del demone" si chiude emblematicamente proprio col ritratto del grande nichilista anti-tedesco, o meglio - come forse egli stesso avrebbe preferito "oltre-tedesco". Zweig, con la sottile sensibilità psicologica e il doloroso travaglio personale che gli sono propri, mostra di aver compreso a fondo questo spirito che, dagli alti orizzonti dell'iperuranio, vaticinava la catastrofe della civiltà causata dall'"attrito dei cuori" e dall' "avvelenamento del sangue", generati dal "nazionalismo del bestiame cornuto". Come è noto, l'autore fece i conti con le conseguenze ultime di questo nazionalismo votato all'autodistruzione, così come con il senso di assenza di valori autentici. Del resto, proprio il loro recupero dalle macerie della catastrofe è missione primigenia delle autobiografie zweighiane. Già suggestivo e fecondo, il filtro interpretativo della demonìa consente qui a Zweig di intuire la rivoluzionaria asistematicità del pensiero di Nietzsche: "[...] del passato nulla conserva un valore e rimane non contraddetto". Così, senza mai alcun punto fermo, questo demoniaco giocatore d'azzardo non fa che lanciare continuamente una sfida a se stesso, a Zweig e a tutti noi: "Quanta verità può tollerare un uomo?"