Tullio Pironti Libri
Libri editi da Tullio Pironti Impatto sociale delle calamità
I due capitani. La folle sfida del comandante Schettino e del pilota dei marines Ashby Vitale Francesco - Tullio Pironti, 2012 - Saggistica
Le storie parallele di due capitani, di due ufficiali, che con le loro manovre spregiudicate per mare e per cielo hanno provocato la morte di decine di persone. Sono le storie di Francesco Schettino, comandante della nave Concordia naufragata lo scorso gennaio di fronte all'isola del Giglio, e di Richard Ashby, il pilota dei Marines che nel febbraio del 1998 con il suo "Prowler" tranciò di netto i cavi della funivia del Cermis, causando la caduta della cabina e la morte di venti persone. Due storie lontane nel tempo, l'una dall'altra, ma con tantissimi punti in comune, a cominciare dalla personalità dei due protagonisti. Schettino e Ashby sono due uomini spavaldi e ambiziosi. Entrambi amano il rischio e le sfide. Entrambi tentano manovre impossibili, sfidando il limite tecnico delle rispettive "macchine". Due manovre che hanno lo stesso scopo: dimostrare di essere il più bravo di tutti. Per diventare una leggenda in Costa Crociere, Schettino; per battere in un assurdo gioco gli altri equipaggi dei Marines "rischierati" nella base di Aviano, Ashby. Prefazione di Maria Concetta Mattei.
Le catastrofi innaturali Puntillo Eleonora - Tullio Pironti, 2001 -
Le catastrofi innaturali - Tullio Pironti
Roberto salvato dal fango Dello Jacono Ernesto Robustelli Roberto - Tullio Pironti, 2001
Il 5 maggio 1998 gran parte dell'abitato di Sarno viene sommerso da una fiumana di fango proveniente dalla sovrastante montagna per decenni selvaggiamente disboscata. Moltissime le vittime. Roberto è il giovane riuscito miracolosamente a sopravvivere per 74 ore nel gelo e nel buio di un'autorimessa, disteso in uno spazio brevissimo, sorretto e salvato dalla sua disperata voglia di vivere fino all'arrivo dei soccorritori. E' lui a parlare in questo libro, a narrare quella terribile sequenza di eventi, a raccontare quello che solo un sopravvissuto può raccontare a chi di quella tragedia è stato soltanto spettatore.