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Libri editi da Ubiliber Biografie: figure religiose e spirituali
Il buddhista nel braccio della morte. Trovare la luce nei luoghi più oscuri Sheff David - Ubiliber, 2022 - Nuvole
David Sheff, autore del bestseller internazionale "Beautiful Boy", esplora la trasformazione interiore del condannato a morte Jarvis Jay Masters che incontra il buddhismo, la meditazione e l'amore per la vita nel braccio della morte del carcere californiano di San Quintino. I primi anni della sua vita, immersi nella povertà, sono stati un'escalation di abusi e violenze che Jarvis non ha fatto altro che riproporre, prima con piccoli furti poi con rapine a mano armata, fino ad arrivare all'accusa di omicidio e alla conseguente condanna che lo ha portato nel braccio della morte, dove si trova attualmente dal 1990. Tenuto in isolamento, sconvolto da rabbia, ansia e attacchi di panico, nella disperazione più totale ha avuto il coraggio di chiedere come si fa a meditare. Con sconvolgente chiarezza, l'autore descrive il graduale ma profondo cambiamento di quest'uomo che, nonostante un'infanzia e una giovinezza dedite al male, ha imparato a prevenire la violenza nel cortile del carcere e ad aiutare gli altri detenuti e persino le guardie a trovare un significato nella loro vita. Un libro che insegna come guardare da una prospettiva diversa la nostra sofferenza, assaporare la luce che ci circonda e sopportare le tragedie che colpiscono tutti noi.
Amala. Jetsun Pema: madre del Tibet, sorella del Dalai Lama Verni Piero - Ubiliber, 2024 - Nuvole
In questa biografia riccamente documentata e costellata dai ricordi di una profonda amicizia, Piero Verni offre l'opportunità di rileggere la storia recente del Tibet attraverso i gesti rivoluzionari di una donna eccezionale, che ha fatto della compassione e della resilienza il suo stile di vita. È solo una bambina quando nel 1950 Jetsun Pema è costretta a fuggire in India a causa dell'occupazione cinese in Tibet. Comincia così la sua educazione al di fuori dei confini della sua terra, strappata dalle sue radici e soprattutto dall'amato fratello maggiore, Sua Santità il XIV Dalai Lama. Questa separazione non le ha però impedito di lottare pacificamente a fianco del suo popolo, preservandone la cultura e gettando semi di speranza. A metà degli anni Sessanta, ancora giovanissima, diventa infatti direttrice del Tibetan Children Village, un'importante istituzione che le permette di occuparsi di centinaia di migliaia di bambini profughi e allo stesso tempo di proteggere la cultura tibetana. Il suo inarrestabile impegno come educatrice l'ha così portata a diventare la prima donna Ministro del governo tibetano in esilio e a ricevere importanti riconoscimenti in tutto il mondo. Amala, così chiamata affettuosamente dai suoi studenti e che significa la Madre del Tibet, è il ritratto esemplare di una donna che sa lasciare come testimonianza attiva la forza rivoluzionaria dell'amore.