Vallecchi Libri

Libri editi da Vallecchi Filosofia

LIBRO   9788884271556

Il divino pallone. Filosofia dei piedi da Platone a Totti Desiderio Giancristiano   -  Vallecchi, 2010  -  Saggi

Heidegger era un'ottima ala sinistra, Derrida era un buon centravanti, Camus giocava in porta (come Giovanni Paolo II) e un numero non piccolo di filosofi ha utilizzato il calcio per fare filosofia: Sartre amava dire che il calcio è una metafora della vita, Wittgenstein giunse alla svolta del suo pensiero guardando una partita di calcio, Merleau-Ponty spiegava la fenomenologia parlando di calcio. Come mai? Il calcio si basa su un principio: il controllo di palla. Ma il principio non può essere finalizzato a se stesso. Per giocare bisogna necessariamente abbandonare la palla e metterla in gioco. Controllo e abbandono sono i due principi del calcio e della vita. La filosofia, come gioco della vita, si basa su regole calcistiche: per filosofare bisogna saper mettere la vita in gioco. E per questo motivo che nel Divino pallone si spiega l'idea di Platone con Pelé, la contraddizione del nonessere con Garrincha, la virtù e la bellezza con Platini, ma anche l'inverso: il genio di Maradona con la "logica poetica" di Vico, la visione di gioco di Falcão con il mito della Caverna, il cucchiaio di Totti con la metafisica di Aristotele. E tanto altro ancora. Il calcio, infatti, non è solo una metafora, ma un paradigma cognitivo che con la sua connaturata idea di pluralità dà scacco matto al fenomeno politico più drammatico della Modernità: il totalitarismo. Hitler e Stalin pretesero di controllare tutto e ci riuscirono. Pretesero di controllare anche il pallone. E persero.

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LIBRO   9788884270603

Il discorso sospeso. Sul corpo dell'arte Giugliano Dario   -  Vallecchi, 2003  -  Studi

L'arte ha un corpo? Rispondere in senso affermativo ad una domanda come questa, che si affaccia sulla ribalta di due millenni e più di platonismo, significherà necessariamente riconoscere che questo stesso corpo è occupato dallo spazio dell'opera, una volta che si sono individuati i suoi limiti nel segno. Ma, fare questo, significherà pure far sì che l'arte diventi il campo libero di quella disciplina regionale che è la critica d'arte, la quale non riconoscerà altro approccio verso l'opera al di fuori di quello che trovi il suo esito nel trionfo dell'ocularità.

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