Viella Libri
Libri editi da Viella Oceani e mari
«Infeliçe e sventuratta coca Querina». I racconti originali del naufragio dei Veneziani nei mari del Nord Pluda A. (Cur.) - Viella, 2019 - Interadria
1431. La cocca del patrizio veneziano Pietro Querini, diretta verso le Fiandre, esce di rotta a causa di una serie di violenti fortunali e viene abbandonata in mezzo al mare dai suoi marinai. Solo pochi superstiti approderanno su uno scoglio delle isole Lofoten, in Norvegia, ben oltre il Circolo Polare Artico, e - naufraghi - saranno salvati dalla popolazione del luogo. I dettagli del viaggio e di questo miracoloso salvataggio sono descritti da una duplice narrazione, una curata dallo stesso Querini e l'altra che è la trascrizione della testimonianza di due suoi compagni di navigazione, Cristofalo Fioravante e Nicolò de Michiele. Il naufragio della "cocca querina" deve la sua fortuna letteraria a Giovanni Battista Ramusio, il quale, nel Cinquecento, pubblicò le fonti manoscritte, manipolandone abilmente diverse parti. Il presente volume, invece, restituisce la veste originale di quel racconto, permettendo da un lato di apprezzarne la schietta lingua veneziana del XV secolo e dall'altro di entrare nell'officina del Ramusio e svelare i suoi interventi sul testo, motivati da esigenze linguistico-letterarie e da necessità storiche.
Un confine nel Mediterraneo. L'Adriatico orientale tra Italia e Slavia (1300-1900) Ivetic Egidio - Viella, 2014 - I Libri Di Viella
L'Adriatico orientale è una delle zone più complesse del Mediterraneo. Il libro propone una lettura di questo litorale: confine tra modelli di civiltà, frontiera tra Stati e religioni, un soggetto/oggetto storico di per sé ancora non compreso. Più nello specifico, si interpreta qui la faglia divisoria, il confine tra Italia e Slavia, intese come dimensioni linguistiche e di identificazione, che per secoli si sono sedimentate, confrontate e infine contrapposte sulle rive orientali dell'Adriatico. I confini orientali d'Italia sfumano tra le civiltà urbane vincolate a Venezia e l'entroterra montuoso, si confondono nella stessa Slavia adriatica, in una reciprocità che complica l'idea dello spazio culturale e nazionale omogeneo, sia italiano sia slavo. Sullo sfondo di una riflessione storiografica transnazionale, e con lo sguardo non circoscritto alle periodizzazioni tradizionali, il libro ripercorre le convivenze e le divisioni tra popolazioni, decostruisce l'idea stessa di confine, andando oltre i canoni delle storiografie coinvolte e le separazioni culturali ancora vive in queste terre mediterranee.