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Libri editi da Viverein Struttura e processi politici
Ponti di pace. Giulio Andreotti e Giorgio La Pira, il carteggio inedito Rotondo R. (Cur.) Sapienza L. (Cur.) - Viverein, 2017 - Protagonisti
C'è, infatti, una modalità di fare politica - che non fu certo del solo La Pira, ma che lui visse in maniera del tutto essenziale - che deve essere riconsegnata alle giovani generazioni: la politica, cioè, come la capacità «di proporzionare le risorse ai bisogni», secondo il programma che La Pira espresse nel suo primo discorso da Sindaco di Firenze, e come è riaffermato spesso nelle pagine di questo libro. La politica è la capacità degli uomini, della loro intelligenza e della loro volontà, di trovare le risorse per risolvere i problemi degli ultimi. È decisivo, quindi, imparare che il problema degli altri è il mio. Giorgio La Pira lo aveva imparato ad una scuola speciale, quella della eucarestia celebrata coi poveri. È commovente che Giulio Andreotti, ormai molto anziano, riconosca - come si capisce da queste pagine - in La Pira un suo maestro di vita proprio per averlo coinvolto nella messa coi poveri.
La politica... una idea Scagliusi Eugenio - Viverein, 2007 - Parva Itinera
Una idea politica merita di essere considerata norma di vita solo se e quando riesce a garantire una giusta e armoniosa convivenza, una sana e proficua relazione, un esteso ed universale consenso. Estraniarsi, distaccarsi, dissociarsi eventualmente da tale idea sarebbe come autocondannarsi nell'abulia del vivere che potrebbe sfociare nel rifiuto della propria personalità e determinare una caduta di totale degrado sociale ed etico.
Giovanni Paolo II e i valori cristiani nella costituzione dell'Unione Europea Concetti Gino - Viverein, 2004 - Parva Itinera
L'Europa o è cristiana o non è Europa: su questo assioma Giovanni Paolo II ha impostato e sviluppato il suo ministero per la nuova Europa unita, sottolineando il "dovere" del legislatore europeo d'inserire nel Preambolo della Costituzione il riferimento alle "radici cristiane". A sostegno del Papa sono intervenuti gli organismi episcopali europei e personalità della Santa Sede. Il rifiuto, giustificato non in nome di un deprezzamento del cristianesimo e del suo patrimonio di valori, non è una sconfitta. Costituisce, comunque, un monito grave alla Chiesa cattolica e alle Chiese cristiane, perché la sfida del futuro consisterà nel dualismo, quasi irriducibile, tra valori trascendenti religiosi e "categorie di valori" del secolarismo.