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Libri editi da Youcanprint Ragusa
Il Capo Pachino tra miti, archeologia e storia Lupo Sebastiano - Youcanprint, 2018 - Storia / Generale
Il libro presenta i risultati comparati della storiografia scientifica più recente, un nuovo modello interpretativo della storia della comunità locale, che si declina nei nove millenni, a partire dall'età paleolitica e fino alla colonizzazione normanna, in contrapposizione a quello cristallizzato e sclerotizzato, basato unicamente sull'assenza di ricerca (argumenta ex silentio), che ha fatto di Pachino niente di più e niente di meno che un'appendice della città nobiliare dell'Alveria. Il nuovo paradigma, supportato da prove archeologiche e storiografiche antiche inoppugnabili, rende conto della dinamicità e continuità dei processi insediativi, economico-produttivi, sociali e politici nella cuspisde sud-orientale della Sicilia, che ne fanno un'entità sociale autonoma, che gode di una propria evoluzione indipendente. L'ampio neolitico locale, il corredo religioso dei templi antichi e, in esso, il Tempio di Apollo libistino, le cittadelle di Icana e Respexa, la viabilità romana nella zona sud, l'economia del mare e cerealicola del periodo greco-romano, depurati dei contenuti mitici e leggendari, ne attestano la validità scientifica e storiografica.
La storiografia locale e i suoi problemi. Le narrazioni del Promontorium Pachynum Lupo Sebastiano - Youcanprint, 2018
Presentazione di Sergio Taccone e postfazione di Gioacchino Lena.
Storia di Scicli Antica (riscritta, riveduta e corretta, con annessi, connessi e sconnessi) Rizza Salvatore - Youcanprint, 2016
"Il principio che ho sempre cercato di perseguire è quello di far le cose sul serio evitando, tuttavia, accuratamente di prendersi sul serio. Ciò ha dato vita a un'opera che si pone fuori dall'ortodossia storiografica, se non altro perché evita accuratamente la seriosità di chi ritiene che la narrazione degli eventi storici richieda necessariamente un discorso aulico e paludato. È, questo, un metodo narrativo che non condivido. Preferisco, pertanto, guardare i fatti della vita attraverso il microscopio dell'entomologo, con la freddezza che ne deriva. Sembra, invero, che il disincanto sia spesso lo strumento migliore per valutare le azioni degli uomini, non solo perché garantisce un senso critico che evita di lasciarsi andare a visioni parziali e localistiche, ma anche e soprattutto, perché, non dando nulla per scontato, riesce, forse, a riconoscere, alla fine, la vera scaturigine dell'agire umano, che è, di solito, l'irrazionalità."