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Devozione per immagini al tempo di Martino V. I murali dell'oratorio dell'Annunziata a Riofreddo Di Calisto Laura Pistilli P. F. (Cur.) - Zip, 2012 - Mezzogiorno Medievale
Già dal XII secolo il borgo di Riofreddo occupava un luogo strategico perché a ridosso del confine con l'Abruzzo. Sotto il governo di Antonio Colonna e durante il pontificato di Martino V, il feudo acquisì notevole credito diventando un'indispensabile postazione da cui ribadire l'egemonia territoriale della Chiesa. Grazie all'indispensabile protezione papale, Antonio Colonna esercitò la sua influenza oltre il ristretto ambito locale. In sostanza egli si trovava a presidiare due centri nevralgici posti a breve distanza dalla via Flaminia, lungo la linea che separava il patrimonio di San Pietro dall'Umbria, allora dominata da Braccio da Montone. In concomitanza con questa stagione politica vennero a crearsi i presupposti che portarono alle committenze artistiche più significative per il feudo di Riofreddo.
La Castiglia in maritima. L'oratorio dell'Annunziata nella Cori del quattrocento Ciammaruconi C. (Cur.) Pistilli P. F. (Cur.) Quaranta G. (Cur.) - Zip, 2014 - Mezzogiorno Medievale
Rispetto soltanto ad alcuni anni fa, quando per la prima volta ci si avvicinò all'oratorio dell'Annunziata e alle sue pitture a fresco (fig. 1) con una condotta scevra dai condizionamenti della tradizione storiografica, l'indagine ha compiuto concreti passi in avanti. Sta di fatto che oggi appare manifesto il perché l'oratorio fu innalzato in quel settore del contado di Cori fuori porta Romana, dalle fonti moderne noto con il toponimo di Insido2. Al pari, si è via via delineato l'apporto dell'evergetismo curiale di marca castigliana che ha sostenuto vuoi la fondazione dell'Annunziata poco dopo il maggio del 1411 (fig. 2) e durante il governo dell'antipapa Giovanni XXIII, vuoi l'esecuzione dei più famosi murali avvenuta almeno in due riprese, la seconda delle quali - a parziale conferma di quanto riportava Sante Laurienti nella Historia corana - nel 1426 e al tempo di Martino V. Altrettanto vale sul diretto contributo della comunità locale, che in seguitosi fece carico di portare a compimento l'affrescatura, a partire dal Giudizio finale in controfacciata, servendosi di Pietro Coleberti e della sua bottega.
Primordi di Clairvaux nell'Italia padana. Chiaravalle della Colomba. Dall'insediamento monastico nel contado piacentino alle dotazioni produttive Pistilli Pio Francesco - Zip, 2018
Guardando a ritroso nel tempo, appare oggi palese che quando furono dati alle stampe nel 1994 gli atti del convegno internazionale dall'eloquente titolo Ratio fecit diversum (Roma, Accademia dei Lincei 1991), si andasse a chiudere una lunga stagione di studi promossa dalla cattedra di Angiola Maria Romanini sull'architettura e l'arte cistercense.Tra le molteplici iniziative messe in cantiere anche in vista del convegno, vi fu lo studio dell'abbazia di Chiaravalle della Colomba, che con la non lontana Chiaravalle Milanese condivide un primato, vale a dire l'essere le due più antiche istituzioni monastiche volute da Bernardo di Clairvaux sul suolo italiano.