Priuli Verlucca Libri
Libri editi da Priuli Verlucca pubblicati nella collana Paradigma con argomento Alpi EUROPA
Prossime uscite della collana Paradigma
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791254680865 Il tramonto delle identità tradizionali
Il tramonto delle identità tradizionali. Spaesamento e disagio esistenziale nelle Alpi Salsa Annibale - Priuli & Verlucca, 2007 - Paradigma
Il tramonto delle identità tradizionali. Spaesamento e disagio esistenziale nelle Alpi - Priuli & Verlucca
Tristi montagne. Guida ai malesseri alpini Arnoldi Christian - Priuli & Verlucca, 2009 - Paradigma
Le cronache raccolte in queste pagine, che raccontano follie e drammi di individui e di famiglie che vivono sulle Alpi, provengono da un lungo elenco di vicende in gran parte sconosciute, sconcertanti e persino misteriose. Messe una dopo l'altra, queste cronache costituiscono la guida a una montagna triste fatta di angosce e solitudini maturate per lo più dentro le mura domestiche e sepolte come segreti inconfessabili dentro i confini delle comunità e dei villaggi, mentre intorno frotte di villeggianti inseguono divertimenti, svaghi, relax, serenità e benessere. Questo lato segreto e oscuro delle Alpi, troppo spesso taciuto - che contrasta con l'amenità dei prati e dei boschi, la graziosità dei villaggi, la timidezza dei montanari - svela l'estrema ambiguità e complessità della realtà alpina contemporanea, là dove si rileva l'esistenza di una struttura antropologica profonda che è l'intermittenza esistenziale, generatrice inarrestabile di tragici spaesamenti.
Abitare molto in alto. Le Alpi e l'architettura. Ediz. illustrata Bolzoni Luciano - Priuli & Verlucca, 2009 - Paradigma
Questo non è un libro di architettura, è anche un libro di architettura. E un libro per capire se quello che è stato disegnato ed edificato sulle nostre Alpi può rappresentare per il futuro un nuovo modo di vivere e abitare la montagna. La montagna che incantava diventò nel secolo scorso il luogo dove la tradizione era considerata quale memoria della modernità; tutto ciò ha prodotto il paesaggio alpino, un grande spazio in cui era obbligatorio conservare per non tradire, costruire per ricordare, in modo da poter avere l'illusione di rivivere le modalità e le abitudini costruttive e abitative del vecchio montanaro. Un luogo dove il pittoresco era necessario per illuderci di essere ancora quelli di una volta. La montagna quale unico sito dove la ventata di modernità, arrivata dalla città con propri mezzi, modalità e abitudini, si poteva contrastare solo con l'opposizione dell'unica immagine delle Alpi che il cittadino poteva comprendere e voleva vedere. Un'immagine della montagna, impervia, difficile, pericolosa ma al tempo stesso soave e conciliante, rappresentata nell'unico modo possibile, una montagna da cui nasceranno tante piccole architetture ma non una unica architettura; progetti ed edifici che caratterizzeranno una breve quanto intensa stagione in cui nascerà l'ambigua modernità odierna, costellata da fatti architettonici - a volte anche di qualità - ma inseriti in un pessimo collage.