Libri su Benevento
Saggi storici, ricerche d'archivio e testi sul patrimonio artistico e folkloristico di Benevento e del Sannio
Arechi II principe di Carlo Magno. Il consolato carolingio della Via Francigena Bascetta Arturo - Abe, 2021 - Rudimenti Di Storiografia
Lo sbarco dei Longobardi sul fiume Aquilone di rimpetto alle Tremiti, il Regno di Milano, il Ducato Foroiuliense a Nuvla Uria, la Marca Samnia di Gisulfo II a Prata Flaminia, la Vicaria Portuense di Re Desiderio a S. Sofia Vetere, il Ducato di Arechi fra Vena Ventara e Vena Acquosa, il Consolato di Carlo Magno a Villa Francisca, il Principato di Arechi a Villa San Giovanni. Arturo Bascetta, in questo volume sulle prime vicende storiche dei Longobardi, traccia un profilo concreto delle fondazioni operate dai Beneventani ante «Divisio Ducatus», facendo emergere la centralità dell'antica Prata Gargano. Un viaggio da Uria antica della Campania a Nuvla Yria dei Salernitani, che nasce e si conclude, dopo mille peripezie, nel Principato Beneventano della Villa Magna dei Franchi. Siamo nel «Loco Sano» più sano che la storia ricordi, nelle mura del Palazzo di San Pietro costruito da Tatone fuori l'Urbe sofiana «erga mare», quartier generale sud di Carlo Magno, padrone del Porto di Siponto e della Via Francigena. Ma siamo anche nella vicina Urbe di San Giovanni, sede del Principato del Pentano fondato da Arechi II, fra le sue cinque corti Lucerine, al du qua del Gargano, nella Marca Vaticana della Serra, dove è appena nata la capitale cattolica del futuro Regno di Puglia, nella Basilica di S. Maria dei Martiri di Teate. Quasi una guida, più che un libro, quest'ultima pubblicazione di Bascetta; seppure sia chiaro, come afferma l'autore, che siamo solo ai «rudimenti».
L'età dei comuni a Civitate Beneventana. Il ridimensionamento del Sannio nei confini del 1101 Bascetta Arturo - Abe, 2021 - Rudimenti Di Storiografia
Il Principato del Regno Longobardo di Pavia fu nella Contea delle Isole Tremiti e fu detto Principato Italia anche dopo il suo fondatore, Arechi II, vicario dei Carolingi a San Giovanni del Monte Gargano. E tale rimase, sotto i Francofoni, sulla medesima via Francigena che conduceva all'Urbe dedicata alla Vergine Maria. Il territorio fu poi compreso nel Giustizierato di Roberto Loritello, che sedette nella Gran Contea di Siponto e affidò Lesina al suo Alarino, sempre in nome dell'Imperatore e del Papa. Quando gli accordi saltarono, il pontefice fece nascere la Marca di Puglia a Urbiriano del Guiscardo, fra i ruderi dell'antica Teate del consolato latino, e l'Imperatore ripristinò il Castellovetere di Troia a Urbiviano, la vicaria Ecana alla Ripalonga delle monache sofiane, fra i ruderi dell'antica Teano Apula canosina. È questa la brillante sintesi dell'ultimo volume di Arturo Bascetta che riporta ogni personaggio, normanno, greco, o bizantino che sia, nel suo legittimo territorio, seguendone spostamenti, espropri, soprusi. Qui nasce un altro viaggio nella ex Longobardia Meridionale che ora possiamo affermare essere stata contesa da due schieramenti, che ne procurano viceregni diversi. Essi furono sedi di due capitali: Civitatense, che era latina, salernitana e papalina; e Troia, che era romana, beneventana e imperiale, vicine fra loro, ma distinte, nel 700 come ancora nel 1101. Padrone di Monte Sant'Angelo, però, fu sempre Borsa, in nome di un solo Regno di Puglia, quello dei pii, martiri e pellegrini della Croce. Per il figlio legittimo del Guiscardo non esistevano né papi e né imperatori, di cui si servì con destrezza e abilità, così come essi avevano fatto anni addietro, quando giunsero dalla Sarmazia, anteponendogli i crociati della Normandia.