Deriveapprodi Libri
Libri editi da Deriveapprodi pubblicati nella collana Deriveapprodi con argomento Antropologia Culturale
Prossime uscite su ANTROPOLOGIA CULTURALE
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788843056651 Temi di antropologia culturale. Fare, dire, sentire
- 9788815397492 Antropologia culturale
Volare al sabba. Una ricerca sulla stregoneria popolare Bermani Cesare - Deriveapprodi, 2008 - Deriveapprodi
Dagli inizi degli anni Sessanta, sulla scia delle ormai classiche ricerche di Ernesto de Martino sul mondo magico dell'Italia del Sud, Cesare Bermani ha condotto una lunga ricerca sul campo, ricostruendo l'universo magico imperniato sulla figura della strega, ancora presente fino alla metà del Novecento, a partire dal caso di un paese dell'Abruzzo. I comportamenti che definiscono una strega, le sue trasformazioni animali, i suoi voli sciamanici, il suo gioco con i bambini al sabba; la funzione dei maghi, i rituali di difesa, le fatture, ('"invidia", i morti che tornano, il "mazzemarille" e il lupo mannaro vengono qui esaminati in un lavoro che coniuga la ricerca storica e antropologica con un'analisi di tipo psico-antropologico. La ricerca mette in luce non solo le radici greco-romane del mondo magico dell'Italia del Sud, ma anche la presenza di elementi di sciamanesimo d'origine centro-europea e di fenomeni assai simili a quelli dei "benandanti" a cavallo tra Cinquecento e Seicento studiati da Carlo Ginzburg.
Il diavolo e il feticismo della merce. Antropologia dell'alienazione nel «patto col diavolo» Taussig Michael T. Solerio A. (Cur.) Fabiano E. (Cur.) Consigliere S. (Cur.) - Deriveapprodi, 2017 - Deriveapprodi
«L'obiettivo di questo libro è cogliere il significato sociale del diavolo nel folklore dei lavoratori salariati delle piantagioni e dei minatori nel Sudamerica contemporaneo. Il diavolo è un simbolo sorprendentemente preciso dell'alienazione che i contadini esperiscono quando entrano nelle fila del proletariato. Qual è la relazione tra l'immagine del diavolo e lo sviluppo capitalista? Quali contraddizioni dell'esperienza sociale sono mediate dal feticcio dello spirito del male? Per rispondere a queste domande ho provato a dissotterrare la storia sociale del diavolo, a partire dalla conquista spagnola, in due aree di sviluppo capitalista intensivo: le piantagioni di canna da zucchero della Colombia occidentale e le miniere di stagno in Bolivia. Nel processo di proletarizzazione il diavolo emerge come immagine potente e complessa, che media modi opposti di concepire il valore umano dell'economia. Tanto nella cultura occidentale quanto in quella dell'America del Sud esiste un immenso repertorio mitologico sull'uomo che si separa dalla comunità vendendo la propria anima al diavolo in cambio di una ricchezza che non solo è inutile, ma anche foriera di disperazione, distruzione e morte. Che cosa simboleggia questo contratto? La secolare battaglia tra bene e male? L'innocenza dei poveri e la malvagità della ricchezza? Più ancora, il mitico contratto col diavolo è indizio di un sistema economico che obbliga gli uomini a barattare la propria anima in cambio del potere distruttivo delle merci. In virtù della pletora di significati interconnessi e spesso contraddittori che porta con sé, il contratto col diavolo è, sotto questo profilo, straordinario: l'anima dell'uomo non può essere comprata o venduta e nondimeno, in certe situazioni storiche, l'umanità è minacciata dall'intendere questo tipo di scambio come un modo per procurarsi sostentamento. Nel narrare questa favola del diavolo, l'uomo retto affronta la battaglia tra bene e male in termini che simbolizzano alcune delle più acute contraddizioni dell'economia di mercato. L'individuo è separato dalla comunità. La ricchezza esiste accanto a una povertà devastante. Le leggi economiche trionfano sulle leggi etiche. La produzione, non l'uomo, è il fine dell'economia, e le merci dominano i loro produttori. La feticizzazione del male nell'immagine del diavolo consente allora di mediare il conflitto tra il modo precapitalistico e quello capitalista di oggettivare la condizione umana.»