Electa Libri
Libri editi da Electa pubblicati nella collana Architetti Moderni con argomento Architettura
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Prossime uscite su ARCHITETTURA
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788894152715 Atlas of emerging practices. Being an architect in the 21st century
- 9788889955789 Architettura in bianco e nero
Skidmore, Owings & Merill. SOM dal 1936. Ediz. illustrata Adams Nicholas - Electa, 2006 - Architetti Moderni
Il volume prende in rassegna trenta edifici chiave selezionati dall'innumerevole quantità di edifici di ogni genere e scala realizzati dallo studio nel mondo. A partire dalle suggestioni delle opere di Ludwig Mies van der Rohe e del primo Le Corbusier lo studio SOM, già a partire dagli anni cinquanta, seppe a sua volta influenzare in maniera decisiva l'architettura delle città americane. Tra le opere incluse nel volume: la Lever House a New York; la Manufacturers Trust Company Bank sempre a New York; la Connecticut General Insurance Company a Bloomfield; la Chase Manhattan Plaza a New York; l'Albright-Knox Art Gallery a Buffalo; il John Hancock Center a Chicago; il Weyerhaeuser Company Headquarters Building a Tacoma.
Case del Balilla. Architettura e fascismo. Ediz. illustrata Capomolla Rinaldo Mulazzani Marco Vittorini Rosalia - Electa, 2008 - Architetti Moderni
Nell'ambito della tendenza alla defascistizzazione retroattiva del fascismo, anche il problema del rapporto tra fascismo e architettura ha trovato soluzioni che o hanno negato l'esistenza di una reale connessione ideologica o hanno postulato la discriminazione fra architetti "buoni", cioè moderni, razionalisti, funzionalisti e, pertanto, antifascisti, e architetti "cattivi", cioè tradizionalisti, retorici, pomposi e, pertanto, fascisti. La "buona architettura" del periodo fascista sarebbe stata ideologicamente neutra e il coinvolgimento di molti architetti "buoni" nelle opere del regime sarebbe stato frutto di ingenuità o di un adattamento convenzionale, senza convinzione, ai rituali del regime. Negata l'esistenza di un'architettura fascista, la defascistizzazione retroattiva ha escluso che vi siano stati architetti "buoni" che operarono per dar corpo a una architettura fascista, convinti della funzione sociale dell'architettura come espressione funzionale e simbolica di una collettività creatrice di una nuova civiltà, quale il fascismo, secondo loro, stava creando in Italia attraverso l'esperimento totalitario, al quale aderirono con lucida consapevolezza e attiva partecipazione. I saggi in questo volume oppongono un solido argine alla defascistizzazione retroattiva del fascismo, e per questo il loro interesse storiografico va oltre il campo di indagine dei loro autori.