Franco Angeli Libri
Libri editi da Franco Angeli pubblicati nella collana I Documenti Raccontano con argomento Italia
A questo scopo Franco Angeli vuole creare una forma di editoria aziendale, la prima nel panorama italiano. Il catalogo, da sempre, intende offrire gli strumenti necessari alla conoscenza di nuovi modelli e alla formazione e aggiornamento dei nuovi quadri. Con questa idea, l’editore Franco Angeli ha assunto posizione di leadership in questo specifico argomento, costruendo un catalogo di oltre 1.000 titoli e che porta decine di novità annuali.
Tantissimi titoli dedicati ai metodi di gestione e funzioni del sistema azienda: marketing, produzione, finanza e gestione del personale, logistica e approvvigionamenti. Decine di manuali di autoformazione su tutte le abilità manageriali, che hanno consacrato Franco Angeli come editore professionale di management
Altra area piuttosto corposa a cui si dedica la casa editrice è quella che ruota attorno alla pubblicazione di testi di ricerca e di approfondimento in una serie di discipline universitarie. Collane dedicate alle ricerche di economia, ma anche psicologia, sociologia, antropologia, pedagogia, storia, filosofia, architettura, urbanistica, informatica e diritto del lavoro. FrancoAngeli rappresenta oggi un punto di riferimento: la più grande biblioteca specializzata del nostro paese.
Il cimitero degli anarchici Tarabbia Andrea - Franco Angeli, 2012 - I Documenti Raccontano
Aristide è un anziano enigmatico, cui un tempo era affidata la manutenzione dell'ex ospedale psichiatrico di Mombello. L'uomo, dal profondo della sua cecità, sa riconoscere ogni corridoio, ogni stanza, ogni giardino che circonda l'ex manicomio. Ma sa soprattutto distinguere tutte le voci che lo popolano, come spiega al fotografo giunto a Mombello in cerca di materiali per il suo nuovo libro. Una di queste voci è quella di Diavolindo Latini, un giovane anarchico, disadattato e ingenuo, che in una cupa giornata del gennaio 1921 esplose cinque colpi nel centro di Milano, uccidendo un suo compagno di militanza e ferendo un ufficiale di polizia. E le voci del Cimitero degli anarchici rievocano quei giorni e gli anni che seguirono: il processo, la perizia psichiatrica, l'internamento e la liberazione dell'anarchico, e sullo sfondo la sua ossessione per una figura materna desiderata e assente. Ciò che ne scaturisce è un quadro vivo, in cui la storia, i documenti e l'immaginazione si incontrano, si fondono e si fanno testimonianza di un'epoca, ma soprattutto di un'anima.
Una selvaggia normalità. La camicia nera del regime in doppiopetto Giordano Michele - Franco Angeli, 2012 - I Documenti Raccontano
Busnago e Trezzo sull'Adda sono due paesi della Brianza distanti pochi chilometri l'uno dall'altro. A collegarli è una tranvia a vapore, attiva fi n dai primi del Novecento. A dividerli la vocazione produttiva, agricola nel primo, industriale nel secondo. E, negli anni trenta, la politica, perché la quieta località rurale vorrebbe mantenere le proprie radici cattoliche e popolari, mentre il piccolo centro manifatturiero si è lasciato lusingare dal dinamismo fascista. È in questo scenario che nel febbraio del 1931 matura e si consuma rapidamente una piccola vicenda di violenza privata che riassume in maniera esemplare la prepotenza sistematica del fascismo, solo in apparenza mitigata dalla rassicurante retorica del regime.
È un meridionale però ha voglia di lavorare Agliani Tatiana Bigatti Giorgio Lucas Uliano - Franco Angeli, 2011 - I Documenti Raccontano
Molte delle storie di migranti che vediamo e sentiamo nelle nostre strade hanno il sapore del déjà vu. Si apparentano alle fatiche e alle sofferenze dei nostri connazionali che mezzo secolo fa vedevano in Milano la città del miracolo economico, il miraggio del benessere o almeno dell'uscita dalla miseria. La loro vita, a volte drammatica, sempre difficile, è stata fissata, tra gli altri, dai cronisti dei quotidiani, che allora sapevano fare indagine sociale. Con le immagini scattate dai reporter de "l'Unità" in quei decenni, Uliano Lucas e Tatiana Agliani hanno costruito un racconto fotografico a volte duro e crudele, sempre coinvolgente, che ci restituisce di quegli anni la disperazione e la speranza, i patimenti e l'eroica pazienza di quanti, e furono decine di migliaia, abbandonarono le campagne, al Sud come al Nord, inseguendo il sogno di una vita migliore. Giorgio Bigatti, nel brillante saggio introduttivo, sullo sfondo di un secolo di immigrazione a Milano, ci narra come quella gente, con la sua feroce volontà di uscire dalla miseria, sia stata uno dei motori dello sviluppo della "capitale del miracolo" in anni tumultuosi.