Giappichelli Libri
Libri editi da Giappichelli pubblicati nella collana Critica Europea con argomento Costi
Il costituzionalismo asimmetrico dell'Unione. L'integrazione europea dopo il Trattato di Lisbona Cantaro A. (Cur.) - Giappichelli, 2010 - Critica Europea
Quale è la "filosofia" dell'integrazione europea depositata nel nuovo Trattato dell'Unione? Quali limiti e condizioni al processo di integrazione sono contenuti nel Lisabbon Urteil? Come interpretare il voto referendario con il quale nell'ottobre del 2009 gli elettori irlandesi hanno detto sì al Trattato di Lisbona? Questi e molti altri interrogativi sono al centro dei contributi contenuti nel volume. Il tema dell'identità dell'Europa e dell'ambiguo costituzionalismo dell'Unione è analizzato facendo ricorso "a tutti i piani di analisi, da quello di teoria generale, di filosofia politica, di storia, di sociologia, a quello del diritto comunitario e del diritto costituzionale".
Lo Stato sociale condizionato. Stabilità e crescita nell'ordinamento costituzionale Losurdo Federico - Giappichelli, 2016 - Critica Europea
Che cosa rimane oggi, nello scenario della crisi economica globale, del Welfare State per come si era forgiato nell'epoca d'oro dei Trenta gloriosi? Le profonde trasformazioni della costituzione economica europea e, di riflesso, delle costituzioni economiche degli Stati membri disegnano i tratti di un inedito, per certi versi inquietante, Stato sociale condizionato, sul piano strutturale, alla stabilità finanziaria e, sul piano funzionale, alla competitività. Le sempre più marcate disparità economico-sociali e l'incapacità dell'Unione di comprenderle e ricomporle minano in radice la legittimità dell'Unione e sono, altresì, la manifestazione di un latente deficit di razionalità della costruzione europea.
L'identità costituzionale dell'Unione Europea e degli stati membri. Il decentramento politico-istituzionale nel processo di integrazione Di Salvatore Enzo - Giappichelli, 2008 - Critica Europea
Nella prima fase dell'esperienza comunitaria il processo di internazionalizzazione dei fenomeni politici e sociali e quello di decentramento delle strutture decisionali si svolgevano in modo parallelo. La partecipazione alle Comunità europee determinava un trasferimento di "quote" di sovranità in capo alle Comunità europee ed una contestuale erosione delle prerogative riconosciute dalla Carta costituzionale ai livelli sub-statali (senza che a ciò potesse in qualche modo porsi rimedio sul piano interno, attraverso meccanismi di partecipazione alla fase "ascendente" o a quella "discendente" del diritto comunitario). Dal canto loro, le Comunità europee si mostravano del tutto indifferenti alla dimensione istituzionale di tipo regionale e locale degli Stati membri. Questo stato di cose, oggi, è in via di superamento. L'Unione ritiene, infatti, che il decentramento politico-istituzionale sia parte costitutiva della sua identità costituzionale. Sul piano verticale, attraverso il richiamo ai principi di libertà e democrazia, il decentramento è assunto quale principio costituzionale comune agli Stati membri. Sul piano orizzontale tramite la prossimità e la sussidiarietà, le elezioni comunali e il Comitato delle Regioni, il decentramento è inteso quale principio generale del diritto europeo.