Giappichelli Libri

Libri editi da Giappichelli pubblicati nella collana Recta Ratio Testi E Studi Fil Dir Vi con argomento Diritto Storia

Il tomismo giuridico del XX secolo. Antologia di autori e testi libro
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LIBRO   9788834855898

Il tomismo giuridico del XX secolo. Antologia di autori e testi Ancona E. (Cur.)  De Anna G. (Cur.)   -  Giappichelli, 2015  -  Recta Ratio. Testi E Studi Fil. Dir. Vi

Nel corso del Novecento l'opera di Tommaso d'Aquino ha destato un vivace interesse, ispirando pensatori e studiosi nei più svariati campi del sapere. Non fa eccezione l'ambito della scienza giuridica: la concezione tommasiana della legge e del diritto è facilmente rinvenibile alla base delle riflessioni di molti influenti giuristi e filosofi. Questo volume si propone di testimoniare la vitalità del tomismo giuridico, presentando il pensiero e i testi di alcuni autori che, pur con diverse sensibilità e orientamenti speculativi, attraverso la loro opera ne hanno mostrato l'incisiva presenza nel secolo scorso. Gli autori considerati sono Heinrich Rommen, Giuseppe Graneris, Giovanni Battista Biavaschi, Francesco Olgiati, Jacques Maritain, Michel Villey, Georges Kalinowski, Juan Vallet de Goytisolo, Guido Soaje Ramos, Arthur Kaufmann, John Finnis, Martin Rhonheimer, Russell Hittinger. Selezionati senza alcuna pretesa di esclusività, essi si sono indubbiamente distinti per aver ripensato la concezione tommasiana facendone emergere la fecondità e l'attualità in rapporto ai problemi giuridici del loro tempo. I rispettivi testi sono introdotti da altrettante presentazioni allo scopo di evidenziarne tanto l'originalità e la rilevanza, quanto gli aspetti critici e problematici.

€ 34.00 € 37.30
LIBRO   9788834890561

Il problema della giustizia e dello Stato nell'antichità classica Solari Gioele  Votrico A. (Cur.)   -  Giappichelli, 2013  -  Recta Ratio. Testi E Studi Fil. Dir. Vi

Il principio della recta ratio ha attraversato la storia del pensiero umano, suscitando reazioni contrastanti. Da criterio di verità delle azioni umane per Aristotele a criterio puramente soggettivo e inesistente in rerum natura per Hobbes. In ogni caso, la problematica che esso solleva non può essere elusa o sottovalutata, poiché chiama in causa due dimensioni fondamentali della esperienza umana che costituiscono il nucleo essenziale di riflessione di ogni filosofia pratica. Innanzi tutto si tratta di sapere quale criterio di misura debba avere l'azione dell'uomo: come si possa distinguere una scelta o una decisione razionale dal mero arbitrio. Se si vuole salvare la comunicazione intersoggettiva e con essa la convivenza sociale, è necessario che vi sia una qualche misura comune della condotta umana, una misura che valga per ogni uomo. La recta ratio non è solo criterio di azione, ma è anche disposizione interiore: è il criterio in rapporto al quale ogni uomo costruisce (o distrugge) la sua identità. Nella tradizione classica, essa, come tale, veniva infatti collegata alla virtù. Anche chi non ama riconoscersi in tale tradizione non può non ammettere che la ragion pratica esige comunque un'attenzione anche per i singoli soggetti e per le situazioni particolari che essi sperimentano. Quali sono le virtù che devono caratterizzare nel mondo di oggi non solo l'operare del giudice e del giurista, ma anche quello del cittadino?

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