Mimesis Libri
Libri editi da Mimesis pubblicati nella collana Athanor con argomento Comuni
Athanor. Vol. 22: Identità e alterità. Per una semioetica della comunicazione globale Petrilli S. (Cur.) Ponzio A. (Cur.) - Mimesis, 2020 - Athanor
La questione dell'identità è di centrale importanza nell'ambito dell'odierna situazione sociale complessiva. L'affermazione della propria identità è resa sempre più difficile e di conseguenza ricercata in maniera parossistica. Ciò comporta sempre più forme di autoesaltazione, di denigrazione e di espunzione dell'altro, sempre più la rivendicazione dei diritti propri, fatti passare come coincidenti con i diritti umani e la negazione dei diritti altrui. Leggere i segni dell'attuale relazione fra identità e alterità oggi diventa, in epoca di globalizzazione e di inevitabile incontro di culture, particolarmente importante dalla prospettiva della semiotica, soprattutto quando essa si configura come semioetica. Il volume con la partecipazione di autori italiani e stranieri, secondo angolature prospettiche e disciplinari diverse, riprende la ricerca avviata con i volumi precedentemente apparsi nella serie "Athanor. Semiotica, filosofia, arte, letteratura", quali "Il bianco in questione", "Umano troppo disumano", "Globalizzazione e infunzionalità", "La trappola mortale dell'identità", "Linguaggi del monoteismo e pace preventiva", "Semioetica e comunicazione globale" e "Fedi, credenze, fanatismo".
Athanor. Vol. 23: Diritti umani e diritti altrui Petrilli S. (Cur.) - Mimesis, 2020 - Athanor
Il titolo di questo volume riprende il tema e anche il titolo di un saggio di Emmanuel Levinas del 1985, "Les droits de l'homme et les droits d'autrui", poi incluso nel suo libro del 1987 Hors sujet. Con questo titolo si afferma e si sottolinea in forma di paradosso che i diritti umani oggi, e sempre di più, sono i diritti della identità, dell'io, e non anche i diritti dell'altro. Essi non comprendono, anzi escludono i diritti altrui, in quanto prescindono dalla responsabilità per l'altro. Tuttavia, i diritti umani derivano da una originaria relazione con l'altro, anteriore a ogni legislazione e a ogni giustificazione. In questo senso rinviano a un rapporto di non-indifferenza, di coinvolgimento, di responsabilità con l'altro e per l'altro, che potrebbe essere indicato come a priori rispetto alle "dichiarazioni dei diritti umani", in quanto antecedente rispetto a esse e indipendente dai ruoli, dalle funzioni, dai meriti e dai riconoscimenti. I diritti umani, ma come comprensivi e non escludenti i diritti altrui, sono a priori a ogni permesso, concessione, autorità, rivendicazione dei propri diritti, a priori rispetto a qualsiasi tradizione, giurisprudenza, privilegio, appartenenza, prima di ogni ragione. I diritti umani sono anche i diritti altrui e quindi effettivamente diritti umani se si riconosce che humanitas non deriva da homo, ma, come humilitas, da humus, la terra coltivata insieme.
Athanor. Vol. 24: Maestri di segni e costruttori di pace Petrilli S. (Cur.) - Mimesis, 2021 - Athanor
Riprendendo e sviluppando, anche in considerazione dell'attuale situazione storico-sociale e dei più recenti sviluppi delle scienze dei segni e del linguaggio, le tematiche oggetto delle precedenti pubblicazioni nella collana Athanor. Semiotica, Filosofia, Arte, Letteratura, questo libro si propone di considerare insieme il contributo, a livello scientifico e sul piano della realtà storico-sociale, proveniente dai "maestri di segni" e "costruttori di pace". Queste due "qualificazioni" in molti casi coincidono: possiamo citare sotto tale riguardo filosofi e semiotici quali Charles Peirce, Victoria Welby, Roman Jakobson, Michail Bachtin, Charles Morris, Ferruccio Rossi-Landi, Giuseppe Semerari, Adam Schaff, Emmanuel Levinas, Massimo Bonfantini, Roland Barthes, Julia Kristeva... Tale coincidenza è dovuta al fatto che chi si occupa di segni e di linguaggi si rende facilmente conto che perché ci sia un segno ce ne vuole un altro che interpretandolo ne dica il significato, sicché esso sempre vive e funziona nel rapporto di alterità. La "vocazione" dei segni, compresa la parola, è l'interpretazione altrui, la traduzione, l'incontro con altri segni, con altre parole, il dialogo, l'ascolto. In questo senso c'è, nella "natura' dei segni e delle parole, l'orientamento per una sorta di "pace preventiva". Ciò può in qualche modo spiegare l'interesse e l'orientamento, da parte di chi si occupa di semiotica, di filosofia del linguaggio e, in generale, di scienze dei segni, per il dialogo, per l'ascolto, per il vivere insieme - con gli altri qualsiasi sia l'identità e l'appartenenza comunitaria - che possiamo chiamare, con Emmanuel Levinas, pace preventiva.