Mimesis Libri
Libri editi da Mimesis pubblicati nella collana Eterotopie con argomento Al
Prossime uscite della collana Eterotopie
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791222333397 Un patrimonio di pratiche. Il riuso del costruito storico nell'Italia interna
- 9791222333311 L'estetico e il noetico. Nuove sinergie tra corpo, video e nuovi media
- 9791222332581 Ballroom. Legami, spazi e ritualità di una sottocultura
- 9791222332567 Oltre il calcolo. Le basi epistemiche del Liceo Matematico
- 9791222332260 Il popolo martire dei nostri tempi. Scritti e interventi sulla questione palestinese, la rivoluzione anticoloniale, l'imperialismo
- 9791222332024 Pedagogia e letteratura. Percorsi educativi dagli epitafi greci a David Foster Wallace
- 9791222332017 Pestilenze. Come virus e batteri hanno influenzato la storia della medicina e delle civiltà
- 9791222329437 Perchè la guerra e non la rivoluzione?
- 9791222329369 La legislatura populista
- 9791222329048 Silvio Spaventa. Giustizia amministrativa e giustizia sociale
Nella mente oscura. L'Inferno di Dante alla luce delle neuroscienze Casadio Asteria - Mimesis, 2025 - Eterotopie
Perché Dante piace più di Ariosto, pur essendo a lui anteriore? Cosa, a distanza di secoli e secoli, spinge a ripetere le terzine della Commedia più che i versi di un poeta moderno? E, soprattutto, perché la Commedia, in un mondo bombardato da continuità comunicazionale, disinteresse civico e incapacità di un esame consapevole della storia, trova ancora fan accaniti? Il presente lavoro vuole rispondere a tali domande, analizzando i meccanismi utilizzati, inconsapevolmente, da Dante per favorire quella che Gallese, a seguito della scoperta dei neuroni specchio, ha definito simulazione incarnata: il modo in cui il nostro cervello entra fisicamente nei prodotti dell'arte per viverli appieno. Partendo dai passi più celebri dell'Inferno, alla luce delle più moderne scoperte neuroscientifiche, sono prese in esame le tecniche di neurolinguistica con cui Dante è riuscito a fare della Commedia uno dei testi, se non il testo, più vivo e presente tuttora nelle nostre menti.
Con occhi da grave dolor munti. Dante e l'invidia Rigo Paolo - Mimesis, 2025 - Eterotopie
L'invidia è uno dei vizi tra i più complessi da definire per i teologi e i pensatori del Medioevo. Tale caratteristica si riflette in tutta l'opera dantesca, dove all'invidia e agli invidiosi è dedicato ampio spazio. Non solo alcune figure emblematiche della Commedia sono affette da questo male atavico dell'uomo (Caino fu il primo essere vivente a soffrire l'invidia), ma il pensiero dantesco è particolarmente sensibile al peccato, peste per eccellenza dei luoghi urbani. L'invidia è la velenosa pianta germinante che attanaglia la vita di corte e quella universitaria: ma Dante nel rappresentare gli invidiosi è tanto lontano quanto più pervicace di un Boncompagno da Signa, per esempio, che raffigura il peccato come un mostro a più teste. Nessuna straordinarietà concessa agli invidiosi (o quasi), ma piuttosto la storia di una donna senese semi-sconosciuta, Sapìa, con l'evidente scopo di attribuirle e svilupparne il ruolo di minimo comun denominatore, al fine di valorizzare l'universalità dello stesso vizio.
Resistenza della voce. La poetica rivoluzionaria di Muzaffer Al-Nawwab Sai Fatima - Mimesis, 2025 - Eterotopie
Questo studio esplora la figura di Muzaffar al-Nawwab, tra le voci più iconiche e irregolari della poesia araba contemporanea. Attraverso un approccio che coniuga ricostruzione storica, analisi testuale e interpretazione critica, il libro ripercorre il viaggio poetico e umano di al-Nawwab, indagando da vicino la forza della sua invettiva politica e le pieghe più intime e meno note della sua poesia. Il volume offre, per la prima volta in una lingua occidentale, attraverso una lettura rigorosa ma accessibile, la visione complessiva di un autore la cui opera resiste alle semplificazioni delle categorie canoniche e sfida i confini dell'autorialità. Tale irriducibilità, spesso all'origine della sua marginalità, è accolta da una proposta metodologica che concepisce la poesia non come oggetto fissato, ma come processo aperto, che non si esaurisce nel testo, ma si rigenera nella sua circolazione comunitaria. Ne emerge il ritratto di un fenomeno letterario scomodo e imprescindibile, un'eredità poetica ancora riverberante e viva.