Mucchi Editore Libri
Libri editi da Mucchi Editore pubblicati nella collana Piccole Conferenze con argomento Italia
Il contenimento di Covid-19: interpretazioni e Costituzione De Siervo Ugo - Mucchi Editore, 2021 - Piccole Conferenze
"Il tentativo di contenere la pandemia COVID-19 ha profondamente innovato il nostro sistema istituzionale, suscitando un diffuso dibattito fra i giuristi sulle soluzioni che sono state prescelte e che si caratterizzano per il ruolo riconosciuto in particolare ad una categoria di atti del Presidente del Consiglio, appositamente riformati, ed alla tipizzazione che è stata operata dei possibili contenuti di questi atti governativi. In un ordinamento costituzionale privo di una specifica previsione di come affrontare situazioni di grave emergenza sanitaria, si sono dovuti dedurre principi e procedure dall'ordinamento giuridico ordinario, utilizzando alcuni decreti legge che hanno notevolmente integrato la precedente legislazione sulla protezione civile, tipizzando le tipologie dei possibili limiti ed attribuendo la loro specificazione a fonti secondarie, appositamente riformate, del Presidente del Consiglio dei Ministri. A queste innovazioni sono state opposte molteplici obiezioni, sottoponendo la riforma a critiche vivaci, in nome della rigidità costituzionale, del principio di legalità e del necessario rispetto della forma di governo. Peraltro queste critiche appaiono in parte influenzate dal dibattito politico e soprattutto non attente davvero alla realtà normativa emersa, che già in passato conosceva l'esistenza di provvedimenti transitori di tipo emergenziale, idonei anche a derogare, entro alcuni limiti, ai principi di legalità e di costituzionalità. Da qui una necessaria critica ai metodi di analisi utilizzati, alcune volte poco rispettosi delle realtà normative e piuttosto favorevoli ad utilizzare vecchi canoni di giudizio derivanti da vicende diverse da quelle effettivamente in corso, se non affascinati da antichi confronti teorici."
Necessitas non habet legem? Prime riflessioni sulla gestione costituzionale dell'emergenza coronavirus Celotto Alfonso - Mucchi Editore, 2020 - Piccole Conferenze
Dopo due mesi di questa imprevedibile emergenza sanitaria, già si può tracciare un primo bilancio di come è stata gestita dal punto di vista costituzionale. Il modello nei fatti adottato si è basato su un significativo potere del Governo, mediante dpcm, autorizzati in via generale da decreti-legge. Sono così stati fortemente limitati gran parte dei diritti fondamentali dei cittadini, a partire dalla libertà personale e di circolazione e soggiorno, in nome dell'interesse collettivo alla salute. Peraltro, le limitazioni hanno assunto un quadro composito, per i numerosi interventi non solo del Governo centrale, ma anche di Regioni e Comuni, mentre il Parlamento non è riuscito a svolgere il proprio ruolo di garante della sovranità popolare e del dibattito pluralistico, anche nella applicazione delle riserve di legge. Pur mancando in Italia un vero e proprio statuto costituzionale dell'emergenza, a ben vedere l'impianto della Carta repubblicana comunque fornisce le soluzioni adeguate per casi del genere, in quella visione "presbite" già prefigurata da Calamandrei. Si sarebbe potuto attuare l'art. 78 Cost. con una lettura estensiva della nozione di guerra e l'attribuzione dei poteri necessari al Governo. O, quanto meno, intervenire con decreti-legge, in pieno rispetto all'impianto costituzionale. Aver limitato diritti e libertà con una fonte anomala come il dpcm, per quanto coperto dalla abilitazione con i d.l. n. 6 e poi n. 19 del 2020, comunque rappresenta un vulnus dell'assetto costituzionale, anche perché ha eliminato il controllo del Presidente della Repubblica in sede di emanazione e la conversione da parte del Parlamento. Del resto, è mancato anche un potere centrale di indirizzo e coordinamento rispetto agli enti locali, indispensabile per non lasciare il cittadino allo sbando di un profluvio di ordinanze contraddittorie e intrecciate.
La Repubblica italiana e la sua forma di governo Bartole Sergio - Mucchi Editore, 2018 - Piccole Conferenze
Il saggio è volto ad esaminare quella che viene definita la forma di governo della Repubblica italiana andando aldilà dei termini tradizionali fissati dalla prevalente dottrina. Prende le mosse dalle recenti discussioni sulla Presidenza Napolitano per affrontare poi, nell'ordine, i temi dei rapporti fra Presidente della Repubblica e Governo e fra Parlamento e Governo, soffermandosi sulle trasformazioni intervenute dall'entrata in vigore della Costituzione anche a seguito dell'evolversi della situazione politica e del mutare delle interpretazioni di quel testo. Particolare attenzione è dedicata, da un lato, alle crescenti responsabilità del Capo dello Stato a seguito del riconoscimento costituzionale dell'adesione dell'Italia all'Unione Europea, e, dall'altro lato, alle difficili relazioni fra poteri legislativi delle Camere e poteri normativi del Governo. Il discorso si allarga sino a includere i temi dei rapporti fra Stato e autonomie locali e società civile, nel tempo stesso sottolineando la rilevanza in materia degli interventi della Corte costituzionale e del giudiziario.