Rizzoli Libri
Libri editi da Rizzoli pubblicati nella collana Saggi Italiani con argomento Musso
Benito. Storia di un italiano Guerri Giordano Bruno - Rizzoli, 2024 - Saggi Italiani
«Durante il regime fascista gli italiani, parlando di Benito Mussolini - fra loro, in casa - lo chiamavano "Benito", non con il cognome, né "il duce", tanto era una presenza familiare nelle loro vite, detestata o più spesso amata. Da qui bisogna partire, per capire quell'epoca.» Ecco, capire cosa fu il regime è impossibile se non si inquadra il suo fondatore, se non si cerca di definire, nelle sue contraddizioni e nelle sue dinamiche passionali, il rapporto tra gli italiani e Mussolini. Giordano Bruno Guerri, che dell'epoca fascista è uno degli storici più acuti e attenti, ricostruisce in un volume illustrato la biografia del duce, certo, ma soprattutto quella dell'uomo Mussolini, il Benito che per vent'anni (e ancora oggi) è entrato, di prepotenza o accolto di buon grado, nelle case degli italiani. Dall'infanzia in Romagna agli esordi socialisti e rivoluzionari, dalla fondazione dei Fasci fino alla dittatura e al tragico epilogo nazionale, in queste pagine si trova la «storia di un italiano» che degli italiani non aveva una grande opinione e che sugli italiani esercitò una fascinazione spesso violenta e subdola ma anche sincera e autentica: «"Benito" era una figura vicina, semplice, simile, eppure tanto più forte, qualcuno in cui era facile e bello identificarsi». Scandagliando le ricerche storiche degli ultimi ottant'anni, Guerri offre ai lettori un ritratto mai agiografico del «fondatore e affondatore dell'Impero»; ne restituisce i contorni anche intimi e privati, riesce a proporne una radiografia politica che illumina la solitudine del Capo e la sua tendenza all'improvvisazione e a disattendere i suoi stessi principi. Infine, Guerri indica un tratto distintivo e inesplorato del Ventennio, la differenza tra fascismo e mussolinismo: «Gli italiani erano mussoliniani, non fascisti, perché in lui si volevano identificare, in un superuomo che chiamavano familiarmente "Benito"».
Edda Ciano e il comunista. L'inconfessabile passione della figlia del duce Sorgi Marcello - Rizzoli, 2009 - Saggi Italiani
Nel settembre del 1945, a cinque mesi dalla fucilazione del padre Benito Mussolini e ventuno da quella del marito Galeazzo, Edda Ciano viene mandata al confino a Lipari. La figlia prediletta del duce, figura di rilievo anche politico durante il fascismo, è una donna intelligente e irrequieta che non sopporta la morale del tempo: fuma, beve, porta i pantaloni, ha accettato (e ricambiato) i numerosi tradimenti del marito. "La sorvegliata speciale numero 1", come Edda amava definirsi, arriva a Lipari malata, depressa, fiaccata dal dolore e dalla solitudine. Non ce l'avrebbe fatta a sopravvivere senza l'aiuto e l'affetto di un uomo: Leonida Bongiorno, il capo del Pci locale, partigiano ed erede di una solida tradizione antifascista (suo padre aveva partecipato, nel 1929, all'organizzazione della fuga da Lipari dei confinati Carlo Rosselli, Emilio Lussu e Fausto Nitti). La loro storia è quella di un incontro intimo e travolgente che li legherà per sempre, al di là delle differenti appartenenze politiche. Nell'estate del 1946, quando Edda, non più sottoposta al confino, per effetto dell'amnistia firmata da Togliatti, lascia l'isola, nonostante lo strazio della lontananza (e della gelosia), il loro rapporto non si interrompe: "Mio carissimo e unico comunista", scrive a Leonida "vi amo assai".
Mia nonna e il Duce Mussolini Rachele Mosca Benedetto - Rizzoli, 2011 - Saggi Italiani
Donna Rachele conobbe Benito sui banchi di scuola, quando aveva otto anni e lui era il supplente. Lo rivide dieci anni dopo e lui chiese con la pistola il permesso di sposarla. In questo libro, attraverso le confidenze del padre Romano e i propri ricordi di bambina, la nipote Rachele Mussolini racconta a tutto tondo la figura della nonna di cui porta il nome: una vita sconvolta da tanti drammi, che la trovò sempre pronta a ricominciare - dalla morte nel 1941 del figlio Bruno al voltafaccia del genero Galeazzo Ciano, dal dolore per l'uccisione del Duce nella solitudine del confino, alle lotte per riavere almeno la salma. Ne emerge il vigore di una donna sempre a fianco di un marito ingombrante, di cui tollerò le avventure per lei insignificanti (le attribuiva alla natura degli uomini di casa Mussolini) ma avversò con furore le maggiori infedeltà, dal tiro a segno per allenarsi a uccidere la Sarfatti all'aggressione a Ida Dalser che si credeva la vera signora Mussolini, fino al faccia a faccia a Villa Fiordaliso con Claretta Petacci, unica vera rivale, in cui si sfiorò la doppia tragedia dell'omicidio-suicidio. Estranea alla politica, fu però abilissima nello smascherare gli intrighi di palazzo, grazie a un'affidabile rete di informatori e al proprio intuito: la fragilità di Hitler, i cospiratori, la sfiducia del Gran consiglio e la trappola del re, le falsità di Badoglio.