Rubbettino Libri
Libri editi da Rubbettino pubblicati nella collana Res Publica con argomento Soci
Pro e contro il socialismo Merlino Francesco Saverio La Torre M. (Cur.) - Rubbettino, 2008 - Res Publica
Il più acuto tra i positivisti italiani, lo ha definito Norberto Bobbio. Ma Francesco Saverio Merlino è stato anche il più acuto tra i socialisti italiani, tra Ottocento e Novecento, anticipatore delle critiche di Bernstein all'ortodossia marxista e iniziatore di una linea di pensiero socialista liberale (o, meglio, libertaria). Il pensiero di Merlino rappresenta una felice sintesi di esigenze di giustizia sociale e di intensi princìpi di libertà sul piano normativo, e di positivismo sociologizzante e di criticismo neokantiano sul piano epistemologico. Egli, per certi versi filosoficamente più accorto e sistematico di figure come Gobetti e Rosselli, raramente è stato ricordato e associato a quei nomi che pure gli devono molto, che lo lessero, lo apprezzarono e in parte ne recepirono le idee. In carcere scrive la sua opera maggiore "Pro e contro il socialismo" (1897) - che qui si ripresenta dopo un'assenza di più di cento anni - nella quale espone una proposta di socialismo svincolato dal materialismo storico e vicina invece alle tesi della scuola economica austriaca (von Mises). È il suo un tentativo di coniugare mercato e proprietà sociale. Nel 1898 appare a Parigi un'opera che riassume e ripropone gli assi principali del suo pensiero, 'Formes etessence du socialisme', con prefazione di Georges Sorel.
Il diritto come struttura del conflitto. Una analisi sociologica Tomeo Vincenzo - Rubbettino, 2013 - Res Publica
Nel rifiutare con fermezza gli stereotipi che storicamente hanno accompagnato l'immagine del giudice, Tomeo ne propone una del tutto nuova, il giudice come interprete del conflitto. Interpretare il conflitto è la sola formula che Tomeo fornisce alla trattazione di un conflitto, che è in realtà bivalente e proprio per questo ancora più drammatico e ostinato. In questo quadro concettuale, il diritto, come proiezione del potere, non è dotato di una sua vita propria, è uno strumento che si adatta alle esigenze del potere e che, al contempo, adatta le esigenze del potere; è questa la sua bivalenza. Diventa, però, strumento primario, che acquista una sua valenza autonoma, nel momento in cui si affianca all'altro elemento sul quale ruota tutta la proposta di Tomeo, il conflitto sociale, ed è questo l'elemento di maggiore originalità del suo pensiero. Nella sua proposta il diritto non è uno strumento regolativo o risolutivo di tensioni ma è la griglia procedurale entro cui il conflitto si muove, il limite oltre il quale i contendenti non possono e non debbono andare. Ovvero, come dice il titolo e il nucleo del volume, è la struttura stessa del conflitto.