Studium Libri
Libri editi da Studium pubblicati nella collana Cultura con argomento Alighieri Dante
Prossime uscite della collana Cultura
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788838257315 Oltrecortina e ritorno
- 9788838257308 La parola «sorgiva»
- 9788838257292 Franz Brentano. Una bibliografia
- 9788838257278 Dalla trasparenza alla presenza
- 9788838257261 Gioco e vita umana
Studi danteschi. Da Francesca alla trinità Longo Nicola - Studium, 2013 - Cultura
Questo libro identifica, all'interno della Commedia, un cammino che dalla contemplazione delle conseguenze del peccato di lussuria arriva alla folgorazione della visione di Dio. L'itinerario individua, sempre attento alla grande poesia dantesca (ritmo di endecasillabi e terzine, immagini liriche ed elegiache, di una bellezza talvolta unica nella tradizione letteraria), alcuni nodi fondamentali del pensiero di Dante, uomo, filosofo, teologo e poeta. In Francesca è "incarnato" il discorso sull'amore che, superando, in parte, gli stilemi e le teorie dell'amor cortese e di quello stilnovistico, smaschera il rischio del peccato e mostra, con pietà, la fragilità umana di fronte al piacere carnale. Il personaggio di Ulisse, esaminato attraverso i testi che ne hanno edificato il mito, prima dell'invenzione dantesca, si pone, nella sua ricerca, come realizzatore in toto della razionalità umana, come l'alter ego laico di Dante toccato, invece, dalla Grazia ma sempre a rischio di cadere nell'eccesso delle sottigliezze dell'intelletto. In Catone s'identifica la questione di fondo della seconda Cantica, quella della Libertà, che è prima libertà di coscienza, segno e sintomo del libero arbitrio e poi libertà politica. Ma il "veglio" pone anche altri problemi: quelli relativi alla condizione di suicida e di oppositore dell'impero provvidenziale di Cesare e quelli circa la possibilità che le anime del Limbo e lo stesso Catone, possano, dopo l'ultimo giorno, essere assunti fra i beati. Il Canto XVII del Purgatorio, al centro del Poema, comporta una serie di questioni, in parte irrisolte, che qui si evidenziano con grande cautela. La tematica della giustizia terrena (corrotta) che dovrebbe essere, invece, proiezione della Giustizia divina, si manifesta nel cielo di Giove, attraverso il discorso dell'Aquila, rivelando la matrice della sua ispirazione nel dolore quotidiano dell'exul immeritus. Così come la celebrazione dell'ultima salita dal Primo mobile a Dio viene scandita da una serie di luoghi testuali che identificano perfettamente i sei gradini della scala al Fattore, al di là di ogni luogo comune della tradizione letteraria.
Cielo e terra. Saggi danteschi Tartaro Achille - Studium, 2008 - Cultura
L'obbligo di una lettura della Commedia in grado di coglierne le modifiche intervenute col passare degli anni costituisce uno dei punti fermi di questo libro. Al quale si aggiunge l'attenzione alla tendenza di Dante a costruire un ritratto di se stesso confacente alla sua immagine pubblica d'intellettualepoeta; una tendenza operante in particolare dopo l'esilio, quando il superamento dell'orizzonte fiorentino coincide con la realtà di uno scrittore che sorprendiamo alla ricerca di un nuovo ruolo presso le Corti settentrionali della penisola. Dal personaggio infernale di Brunetto Latini a quello purgatoriale di Marco Lombardo il percorso dantesco ci accerta di una sensibile trasformazione culminante nella scelta "cortigiana" del poeta. La dedica a Cangrande del Paradiso e l'elogio dello scaligero nel canto XVII suggellavano il carattere eminentemente celebrativo, encomiastico, di un linguaggio fattosi diretta espressione del rapporto che Dante intendeva istituire col suo ospite-mecenate; un rapporto riassunto esemplarmente nella controfigura di Marco Lombardo, uomo di corte al riparo da ogni sospetto di servilismo, depositario di una profonda conoscenza del mondo, innervata di virtù civili e di sapere morale. Petrarca parlerà di libertà interiore, Dante aveva preferito insistere sulla natura escatologica e profetica del suo poema, e dunque sul privilegio del pellegrino, scriba Dei, di diffondere la verità del messaggio cristiano. La sacralità della Commedia si traduceva nelle linee di un'ideologia letteraria alla quale guardano i saggi qui dedicati alla rilettura di singoli canti. Dante dava fondo alle risorse espressive di un classicismo giocato fra la soggezione culturale agli auctores e la coscienza del loro superamento da parte del poeta cristiano. L'operazione faceva leva sul volgare letterario e sull'impasto del registro tragico col comico, nella direzione di un plurilinguismo che, intrecciando forme alte e basse, dava voce alla specialissima opzione stilistica dell'autore.
Vir predicans iustitiam. Gli ultimi dieci anni della vita di Dante (1310-1321) Villa Claudia - Studium, 2026 - Cultura
L'ultimo decennio della vita di Dante esule (1310-1321) è il periodo nel quale il poeta, procedendo al compimento della sua comedia costruisce l'immagine di sé come uomo di giustizia: "Vir predicans iutitiam". Attraverso questo impegno, esercitato in un poema che, in quanto commedia, è una allegorica rappresentazione della realtà, Dante interviene sui fatti della storia e della cronaca politica più recente per consegnare ai suoi contemporanei il suo verdetto: mentre nella corrispondenza con Giovanni del Virgilio ribadisce la scelta radicale della lingua volgare per la sua rappresentazione del reale ottenuta attraverso il linguaggio. In questa prospettiva è necessario ricostruire, con il ricupero di documenti pubblici talora trascurati, lo spazio istituzionale e sociale nel quale si muovono i corrispondenti e i politici ai quali Dante indirizza i suoi scritti.