Abe Libri

Libri editi da Abe pubblicati nella collana Almanacco Della Canzone Napoletana BIOGRAFIE E STORIE VERE

LIBRO   9788872971772

Enrico Caruso da Napoli a New York. Figlio di operai del cotone emigrati da Piedimonte d'Alife, Anna Baldini e Marcellino Caruso con atti inediti sui familiari Castrillo Giuseppe   -  Abe, 2024  -  Almanacco Della Canzone Napoletana

Questo libro è nato dalla collaborazione di due studiosi: Enzo Altieri e Giuseppe Castrillo. Il primo ha rivisto e rimaneggiato la sua tesi di laurea in "Canto" Canzone Classica Napoletana e ha voluto riproporla in un volumetto di agile lettura, che avvicinasse il grande tenore Enrico Caruso ad un pubblico più vasto. Il secondo riprende due racconti "fantasiosi" che rinnovano il mito del "re del canto lirico". In realtà le due parti del libro sono contigue. Si passa dalla vicenda storica di Caruso, alla ricostruzione del rapporto affettivo tra il tenore e la sua terra d'origine. I fatti narrati nei racconti sono di pura invenzione. L'autore ha semplicemente voluto riproporre un ambiente culturale, la dimensione di un paese nel passaggio tra Ottocento e Novecento, e ha cercato di immaginarsi la nostalgia del tenore per la terra d'origine dei genitori. Si diceva "parti contigue", e giustamente perché anche la ricostruzione storica, curata da Enzo Altieri, non si chiude senza lanciare uno sguardo sui racconti popolari che provvidero ad arricchire il mito di un tenore che Piedimonte ha sentito sempre come un suo figlio.

€ 44.00 € 49.00
LIBRO   9788872974179

Angela luce: la dea dello spettacolo. Almanacco della canzone e dello spettacolo Sciotti Antonio  Castellano Giovanna   -  Abe, 2024  -  Almanacco Della Canzone Napoletana

Nel corso degli anni ho pensato spesso di scrivere la mia biografia. Dal momento che non l'ho fatto, ho accettato con entusiasmo che se ne occupassero Antonio Sciotti e Giovanna Castellano. Di Antonio conosco la grande competenza e la meticolosità delle sue ricerche; di Giovanna conosco le capacità narrative e mi sono affidata al suo racconto. Grazie a tutti e due. Così Angela Luce ha dato il «Sì stampi» al 16° volume della collana degli Almanacchi di Arturo Bascetta Editore, curati da Antonio Sciotti. A suo dire, la dea dello spettacolo, vede la sua genesi in uno scherzo del destino che ha giocato la sua parte toccando le corde dell'anima. Una chiacchierata imprevista si è configurata come bozzetto ideale di un disegno che ho poi seguito senza indugio alcuno. Un giorno al Teatro Cortese incontrai Giovanna Castellano, amica, confidente, addetto stampa e agente di Angela Luce, che già avevo conosciuto in precedenza. Chiacchierammo sulle scalette del teatro e, tra il dire e il fare, con Giovanna convenimmo che sarebbe stata necessaria la pubblicazione di una biografia che restituisse alla memoria storica del teatro e della canzone napoletana la pregevole, gloriosa e lunga carriera di Angela Luce. Nello stesso tempo, Giovanna mi sottolineò come tale lavoro sarebbe stato decisamente faticoso, difficile e anche estremamente arduo da realizzare, poiché avrebbe richiesto una mole di lavoro in ben cinque settori artistici: cinema, teatro, musica, radio e televisione. Tra l'altro, avrebbe dovuto abbracciare un gigantesco arco di tempo di circa settant'anni a partire dal 1955, anno del debutto di Angela Luce. Mi raccontò pure che già in passato ci furono alcuni tentativi che non ebbero seguito per le grosse difficoltà incontrate durante la ricerca. La conversazione lasciò lo spazio ad un silenzio nel quale il suo sguardo mi attraversò letteralmente, come se mi valutasse, e che di lì a poco lei tradurrà in una riflessione ad alta voce: Antò, sulo tu 'a può ffà! Fui travolto da emozioni contrastanti che si aggrovigliarono ad un ricordo forte e chiaro, a me tanto caro. In un battibaleno ritornai piccolo quando a casa mia, mio padre Alberto raccontava di Angela Luce, questa bravissima artista, orgoglio di qualsiasi direttore artistico, che si calava completamente nel personaggio teatrale o canoro che doveva interpretare con una stupefacente bravura: un raro esempio di eclettismo. Ed ogni volta che si raccontava di lei, puntualmente rammentava, come chiusura, l'episodio sulla canzone L'ultima tarantella. Nel 1972, durante il lavoro di ricerca per l'incisione di un 33 giri, papà scelse le canzoni da proporre alla Luce, che, dopo la selezione, parlando de L'ultima tarantella sottolineò la forza e la bellezza del testo. Fermo nella convinzione che la Luce ne avrebbe fatto un capolavoro d'interpretazione, papà le disse: Signurì, sulo vuje 'a putite ffà! Inutile soffermarmi sul fatto la Luce, poi, vinse la Maschera d'Argento per l'interpretazione. Per anni, come un disco a ripetizione, sentivo questo racconto fino a quando nel 1986 accompagnai papà al concerto di Angela Luce al teatro Mediterraneo. Durante i saluti nel camerino fui testimone di quell'episodio che loro due riprodussero, quasi fosse un copione, riavvolgendo il nastro del ricordo. Quella scena della decisione di incidere L'ultima tarantella la conoscevo a memoria perché a casa aveva fatto storia. E riflettei su come una breve frase potesse acquistare una forza artistica senza precedenti. Questo fu tutto quello che mi venne in mente quando Giovanna mi disse: Antò, sulo tu 'a può ffà!

€ 39.00 € 44.00
LIBRO   9788872974230

Enrico Caruso da Napoli a New York. Figlio di operai del cotone emigrati da Piedimonte d'Alife Castrillo Giuseppe   -  Abe, 2024  -  Almanacco Della Canzone Napoletana

"Il legame tra Caruso e la canzone napoletana è una componente essenziale della cultura di Napoli da più di un secolo, tanto è vero che il tenore continua ad essere ascoltato e celebrato ancora, specie quando la sua voce si lega alle canzoni in lingua napoletana. Preferisco parlare, come ormai fanno tutti gli studiosi seri, del "napoletano" come di una lingua, non solo perché è stata parlata ed è ancora parlata da un intero popolo, quello che molti storici fino all'Unità d'Italia indicavano con le parole «nazione napolitana», non solo perché è stata lingua di una corte e di un regno, perché fu adoperata da scrittori, ma perché essa ha i connotati di una vera lingua, con una sua grammatica ed una sua sintassi, con una varietà lessicale sterminata; e, infine, perché è capace di assimilare e riproporre termini di ogni settore del sapere. Scrivere di questo legame, significa approfondire il profilo umano e professionale del grande tenore e cogliere, nel suo canto e nella sua ispirazione, visto che fu anche compositore nella lingua napoletana, la presenza dell'essenza, dell'anima e della vita napoletana. Ma significa anche cercare di scoprire le interconnessioni segrete tra l'artista e il mondo in cui è nato e si è formato, fare il bilancio di quei lasciti che, a volte, non si possono documentare ma che fanno parte del patrimonio spirituale e culturale di ciascuna persona. Vi è anche una curiosità affettiva in questa scelta. Mia madre è una lontana parente del maestro, di cui porta il cognome. Di Caruso si è sempre parlato nella mia famiglia e se ne parla in tutta la città di Piedimonte."

€ 20.00 € 25.00