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Libri editi da Abe pubblicati nella collana Le Regine Di Sicilia Biografie: esponenti di case reali

LIBRO   9788872974476

Anne de Bretagne: Anna di Bretagna. La regina che partorì il duca erede di Napoli Cuttrera Sabato   -  Abe, 2022  -  Le Regine Di Sicilia

Anna di Bretagna, anzi Anne de Bretagne, nacque nell'era delle conquiste, quando il Regno di Napoli di Re Ferrante e Giovanna d'Aragona vedeva la sua corte colpita dalla peste. Sono gli anni delle tresche, in cui i figli del papa, maschi e femmine, vengono utilizzati da Alessandro VI per assicurarsi un pezzo di Napoli, al fianco di un principe o di una principessa. Del resto i brutti presagi della magia popolare non erano stati così infondati con l'ascesa di Alfonso II che fu oscurata solo dalla forza, dalla tenacia, e dalla perseveranza di una donna come Anna che considerava un nemico politico per quello che era: il nulla. Anna nacque di sangue della casa reale di Francia e di Navarra che l'aiutarono a divenire erede al trono, sposando sulla carta l'Imperatore Massimiliano I e poi, in carne e ossa, Carlo VIII di Francia che la incoronò Regina. E francese fu la prima provincia d'Italia che sventolò le sue bandiere, vale a dire l'Abruzzo, nonostante Papa Borgia avesse consolidato amicizia con il Re-consuocero. Fu Anna a convincere Carlo VIII a partire, ormai che il Principe di Salerno, signore più potente del reame, avesse sposato la causa francese di impadronirsi del Regno. E il bottino fu proprio la metà del suolo napoletano, con la spartizione a tavolino concordata con la Spagna, pur di sopprimere gli Aragonesi di Napoli. Fu allora che tutta la Puglia sventolò la bandiera di Anna e Carlo VIII finché non divenne imperatore. E di Anna furono i libri più belli di Napoli trafugati a Palazzo, mentre il nemico fuggiva a Ischia e in Sicilia. Ciò permise a Carlo di entrare a Caserta e Napoli, comprando dal papa la corona del Sud in cambio di Benevento. Fu allora che Anna divenne Regina di Sicilia, quando per tutta la Francia fece sventolare bandiere e alimentare falò per le piazze. La cosa in verità durò ben poco. Anna però perse il Regno di Sicilia, ma non il titolo, come dimostra la corrispondenza con Napoli, dove fu il suo Carlo a fondare per la prima volta il Comune amministrativo. La notizia della sfilata delle insegne reali con le sigle di C (Carlo) e A (Anna) fece il giro d'Europa, con la corte francese ormai in pianta stabile a Castelcapuana, creando s.Agostino per la prima volta a sede del Consiglio comunale cittadino. La Festa in Francia, i colori, la musica: Anna era stordita da tanta paventata ricchezza. Poi la morte del marito, il lutto. Anna è vedova, ma dal suo grembo è già nato chi porta in eredità il titolo di Re di Sicilia; nato già padrone di Puglia e Calabria: Canosa e Venosa. Carlo sfilò senza la Regina, ma con la corona in testa, como ad Re de quisto Regno. Chissà quanto avrebbe voluto farlo con accanto la bella Anna di Bretagna, alla quale, in fondo, non aveva dato nulla che un titolo, senza neppure la soddisfazione di un matrimonio sfarzoso, di un figlio che potesse vivere da principe. Il suo nome era comunque ovunque, benché puntato, su tutti gli scudi: «C.», per Carlo, e «A.», per Anna, si ritrovavano impressi ovunque, dalla veste reale alle armi. Amore, soldi e conquiste: erano questi i pensieri che affollavano la mente del nuovo sovrano di Sicilia, mentre si avviava a prendere possesso del reame degli avi. Era preceduto dalla processione, mentre egli andava sopra uno cavallo liardo chiaro con le areze moze socto el palio de brocchato la barrecta che portava in testa era de velluto negro, con certe frise de oro dentro la piega de la barrecta quali frisi erano la corona, la veste de panno de oro, lo septro et lo pummo. Innanzi a lui luceva la spada regia; dietro, spiccavano due corseri copertati.

€ 30.00 € 35.00
LIBRO   9788872974803

Elena d'Epiro di Sicilia. Elena Ducas degli Angelo-Comneno Bascetta Arturo  Cuttrera Sabato   -  Abe, 2022  -  Le Regine Di Sicilia

Il 2 giugno del 1259 giunse nel Regno la fresca sposina del Re Manfredi. Era bella, di persona, e di gentili maniere, nei più verdi anni dell'età sua, «quando passò a marito». Oltre a questi pregi naturali ella portò in dote molte Terre, che nell'Epiro le furono date da Michele suo padre: fatto su cui gli scrittori hanno taciuto, ma che un rescritto ci ha fatto sapere. Con questo matrimonio Manfredi non solo estese l'ampiezza dei Regni del padre, ma con Michele il Despoto acquistò un amico vicino e potente, sia per l'estensione dei suoi stati che per essere questo Principe prode e valente di sua persona». Così l'Anonimo: - Arrivao in Apulia cu octo galere la Zita de lo seniore Re Manfridu fillia de lu Desportu de Epiru, chiamata Alena accompagnata da multi Baruni et damicelle de lu nostru Reami, e de quillo de lo soi palre, et sbarcao in lo portu de Tranu dovi l'inspectava lu seniore Re lu quali quando scisce la zita da la galera l'abbrazzao forti, et la vasao». Lo sposalizio avvenne a Trani e non a Barletta, forse per fare più colpo sul suocero, tale fu la pompa sfoggiata dal Re e dalla corte, le sete di Bari indossate dai cortigiani, e le divise sfoggiate dai cavalieri per non sfigurare con una regina come Elena che amava il lusso in cui era cresciuta. «Dopo che l'appo conducta per tutta la nostra Terra tra l'acclamazione de tutta la genti, la mennò a lu castiellu, dove ze foro grandi feste et suoni, et la sera foro facti tanti alluminere, et tanti falò in tutti li cantuni de la nostra terra, che paria che fosse die. Lu juomo appressa lu seniore Re creao multi cavalieri tra li quali foro li nostri concittadini messeri Cola Pelaganu et Fredericu Sifula che aviano accompagnata la Reina in lu viaggiu cuui le doi galeri della nostra terra. La dicta Reina è multa avvenente et de bona manera, et è più bella de le prima mogliera de lu Re; et se dize, che non have più de dizesette anni». A gloria e onori non mancarono conferme greche per lo Svevo, al quale il despota cedette le conquiste sulle coste di Durazzo e Valona, che andavano a integrare la dote principesca di Elena, con ex territori normanni, quali Corfú, Butrinto e Kanina. Ma l'euforia durò poco e quando scese Re Carlo d'Angiò, il primo pensiero fu quello di entrare in Benevento per donarla al Vaticano, essendo già stata città del Papa, e perciò fu punita dalla Chiesa e dal Re. Essa fu «messa a sacco, gli abitanti sgozzati, l'Arcivescovo confessore di Manfredi spogliato delle insegne ed incatenato, le Chiese stesse spogliate dei sacri arredi. Carlo ebbro della vittoria raccoglieva i tesori di Manfredi conservati dal vile Maiella; e dando notizia al Papa della vittoria, lo gratificava con una parte delle regie spoglie, così spartendosi la veste della vittima». A dire del cronista stessa sorte subirono «i devoti di Manfredi, o spenti con lui o preda del vincitore, o esuli e raminghi sui monti e fuori i confini del regno». Giovanni da Procida fu tra costoro e subito dopo corse anche a Roma per «trionfar con la scienza de' nemici e de' tempi», con Re Carlo che fece della vittoria una barbarie. L'infelice vedova Elena «alla trista nuova passò con i suoi quattro figlioletti da Lucera in Trani, per fuggire in Epiro, e nel dì tre marzo si rifugiò nel castello. Ma anche sugl'innocenti vegliava l'ira implacabile di Roma; e venuto questo a conoscenza di alcuni frati, che a commissione di Papa Clemente girandolavano pel regno per ribellarlo a Manfredi, tanto si adoperarono che la fecero chiudere in quel castello, e ne diedero avviso al Re Carlo». Ben due ragazzi si salveranno per dare altrove seguito alla dinastia Sveva, mentre la Regina fu costretta a ricorrere ad uno stratagemma per avere salva la pelle e rifarsi una vita...

€ 35.00 € 40.00
LIBRO   9788872971949

Bianca Maletta dei Lancia: l'amata dell'Imperatore e la stirpe materna di Re Manfredi di Svevia Barbato Anna  Cuttrera Sabato   -  Abe, 2025  -  Le Regine Di Sicilia

Il testo appare come una sommatoria di fatti, editi e inediti, conosciuti e ricercati negli infiniti archivi dal gruppo di lavoro guidato da Arturo Bascetta che mette da subito le cose in chiaro su chi furono davvero i Marchesi di Ugo figlio di Azzo calati nel 1093 e sull'eredità di Tancredi Marchisio, prorex a Urberiano. Sono proprio i Marchisi, Molisio e Maccabei: la stirpe dell'Aquila, i militi teutonici congiunti e nemici degli Altavilla, sposa Ruggiero Marchisio, genitori di Emma Marchisio e di Tancredi d'Antiochia. Infatti furono Emma Marchisi fu Emma Altavilla e Rodolfo Maccabeo, esiliati dallo ziastro Re Ruggiero II a M.Scaglioso di Goffredo, a dar vita dal Granducato di Urbeviano all'Harola di Teano alla civitate Severiana del Caveoso di M.S.Angelo e poi a Matera. E' la storia dei Franchi e dei Normanni che diventa storia vera dei Tedeschi, i Teutonici di allora, che si opposero a Re Ruggiero II e poi finirono perdonati con Maccabeo fatto Duca d'Apulia, Guglielmo Dux Napoli e Principe di Capua. E' la discendenza del Principe Tancredi che apre questo libro per spiegare che quando gli Altavilla invadono la Marca da Alife a Salerno (1112), Ruggiero II è Re d'Italia ad Abella in Atium di Teano i discendenti di Re Manfredi di Svevia erano già in Italia da un centinaio di anni, passando dal ceppo dei Marchisio a quello dei Lancia, imparentati con con i guiscardelli bavaresi dell'anno Mille, da cui rinacque il Marchesato di Manfredo I Lancia da Loreto, il I a essere chiamato Lancia nel 1200, dal quale Domina Bianca fu accasata dal Marchese Berengario a Busca. Gli autori fanno luce sul Marchio Guglielmo di Monferrato di Conte Bonifacio, sui Lancia fratellastri: ma Bianca fu generata dai Maletta: è l'orfana accolta in casa dalla Marchesa vedova risposata ad Agliano. Lancia e Maletta siciliani in Piemonte, o viceversa? Gli autori danno una risposta concreta ai nuovi Marchi di «Lanz», con l'amore infinito della bella giovane dai riccioli d'oro per Federico II, il concubino spregiudicato dalle mille amanti, che però le regala un bimbo: è Manfredi figlio legittimo e documentato, amato dall'Imperatore, sposo di Beatrice, principe vicario del Regno di Pavia, a Taureto di Siponto, il frutto di un rapporto carnare avvenuto nel 1231...

€ 39.00 € 44.00