Aracne Libri
Libri editi da Aracne pubblicati nella collana Ars Inveniendi Filosofia occidentale del Medioevo e del Rinascimento: dal 500 al 1600
Giulio Cesare Vanini e l'Europa del Seicento Raimondi Francesco P. - Aracne, 2014 - Ars Inveniendi
In questa nuova edizione aggiornata Raimondi conduce una scrupolosa indagine critica sulla figura di Vanini, liberandola da una lunga serie di travisamenti storici e di pregiudiziali malevolenze, spesso dettate da motivazioni ideologiche. Avvalendosi della più ampia collazione di documenti finora messa a punto (l'apparato documentario consta di 206 documenti) e di una vastissima conoscenza della bibliografia vaniniana dal Seicento a oggi (comprendente circa 9000 titoli) l'autore, nel ricostruire gli ambienti culturali entro cui Vanini maturò la sua formazione filosofica, restituisce sia un variegato spaccato della cultura europea del secondo decennio del XVII secolo, sia un accurato profilo dell'evoluzione del pensiero vaniniano che, sfociando in un ateismo coerente e in un razionalismo radicale e antidogmatico, respinge ogni evasione di tipo metafisico e teologico e segna uno dei momenti più rappresentativi del pensiero europeo moderno. Il volume è infine corredato da una sezione documentaria e da un apparato iconografico.
Per una storia dell'io. Un nesso impensabile: Descartes-Nietzsche Bocchetti Andrea - Aracne, 2015 - Ars Inveniendi
Ripensare il rapporto di Descartes e Nietzsche non vuol dire soltanto istituire una continuità tra due pensatori canonicamente contrapposti; vuol dire soprattutto far emergere lo "Stesso" cui entrambi appartengono. L'interpretazione heideggeriana è in questo senso fondamentale ma rischia di ridurre nei limiti della metafisica della soggettività lo scarto differenziale rappresentato, all'inizio del Moderno, da Descartes e, alla fine dello stesso, da Nietzsche. Questo libro tenta di riscrivere una storia dell'io, individuando nella decostruzione nietzschiana una potenziale ridefinizione in senso morfologico dell'ego cartesiano: il prender-forma del sentimus che precede ogni videre. La dinamica speculare inscritta nella visione conoscitiva (intuitus) diviene perciò stesso il terreno attraverso cui la vita, tramite l'ego, arriva a dire io.