Aracne Libri
Libri editi da Aracne pubblicati nella collana Iconografie D Europa Europa Orientale
La Costituzione polacca del 3 maggio 1791. Un'ipotesi interpretativa sulla debolezza del primo testo costituzionale europeo Banach Mirela Marta - Aracne, 2018 - Iconografie D'europa
L'opera analizza la peculiarità delle dinamiche storico-istituzionali polacche del XVIII secolo che contribuirono all'elaborazione e alla promulgazione della prima Costituzione moderna scritta d'Europa. L'atipicità dello sviluppo istituzionale della settecentesca res publica polacca necessita di una analisi sradicata dai canoni interpretativi occidentali, nonché di una forte contestualizzazione della problematica costituzionale ruotante attorno al 3 maggio. Da qui l'esigenza di esaminare la questione con una previa esposizione dell'assetto politico-istituzionale precostituzionale, ai fini della comprensione del cruciale passaggio del regime politico dall'oligarchia magnatizia verso il moderno modello di monarchia costituzionale. Un modello che concorse a identificare il dettame costituzionale come sacralità nazionale coincidente con la formazione di una moderna nazione polacca.
Frate Giorgio Martinuzzi. Cardinale, soldato e statista dalmata agli albori del Principato di Transilvania Nemeth Papo Gizella Papo Adriano - Aracne, 2017 - Iconografie D'europa
Giorgio Martinuzzi Utyeszenics (1482-1551), meglio conosciuto come frate Giorgio, fu vescovo di Várad (Oradea), primate d'Ungheria, cardinale, sommo tesoriere, giudice supremo, comandante militare, luogotenente regio in Ungheria e in Transilvania. Nato in Dalmazia da genitori nobili ma decaduti, dopo un'esperienza monastica vissuta in Ungheria e in Polonia ricoprì alti incarichi ecclesiastici, amministrativi e militari nel Regno d'Ungheria di Giovanni I Zápolya e in Transilvania. Il suo obiettivo politico fu quello di tenersi in equilibrio tra le due grandi potenze dell'epoca, quella asburgica e quella ottomana, al fine di salvaguardare l'integrità territoriale del regno magiaro. Sortì tuttavia l'effetto contrario: la nascita del Principato di Transilvania con la conseguente tripartizione dell'Ungheria. Accusato di connivenza col Turco dopo l'occupazione asburgica del paese, Giorgio Martinuzzi fu fatto uccidere da Ferdinando d'Asburgo nel suo castello di Alvinc (Vin?u de Jos). La Santa Sede aprì un'inchiesta, ma alla fine prevalse la ragion di stato: Ferdinando e i suoi complici furono tutti assolti con formula piena. Prefazione di Teréz Oborni.
La Rivoluzione ungherese sessant'anni dopo. Giudizio storico ed eredità politica Nemeth G. (Cur.) Papo A. (Cur.) - Aracne, 2017 - Iconografie D'europa
La Rivoluzione ungherese del '56 fu una rivolta antitotalitaria e una lotta per l'indipendenza e la libertà che interessò e coinvolse tutti gli strati sociali e le componenti politiche dell'Ungheria. La lezione che scaturì dalle barricate di Budapest fu esemplare: essa conteneva un messaggio universale, che, una volta recepito, mise in atto un processo di risveglio delle coscienze dei popoli dell'Europa centrorientale. La Rivoluzione ungherese, infatti, anche se tragicamente repressa nel sangue dai carri armati sovietici, aprì la strada agli avvenimenti del 1989 e degli anni seguenti che hanno portato alla caduta dei regimi comunisti nei paesi del blocco sovietico, all'abbattimento della cortina di ferro e all'allargamento a Est dell'Unione Europea.