Aracne Libri
Libri editi da Aracne pubblicati nella collana Lecturae Novae Letteratura, storia e critica: letteratura antica, classica e medievale
Gaio Sulpicio Apollinare, grammatico latino del II secolo d.C. Testo latino a fronte Mantelli Francesco - Aracne, 2015 - Lecturae Novae
Le "Periochae" terenziane in senari giambici rappresentano l'unica opera attribuita con sicurezza, per tradizione diretta, all'erudito maestro di Aulo Gellio: il grammatico Gaio Sulpicio Apollinare. Allo studio di questi testi va aggiunto quello degli "Argumenta" non acrostici di 5 commedie plautine, assegnati con incertezza ora al nostro grammatico, ora a un anonimo allievo della sua scuola. Tre gli scopi della ricerca: esaminare le peculiarità della lingua di Sulpicio Apollinare e i suoi richiami a quella di Plauto e Terenzio; verificarne la possibile identificazione con l'autore dei 5 "Argumenta" plautini; dimostrare che Sulpicio rappresenti l'archetipo della tradizione manoscritta terenziana.
Il pellegrinaggio di Egeria. Saggi e ricerche Soldani Chiara - Aracne, 2015 - Lecturae Novae
L'opera è costituita da una parte storico-letteraria e da una di carattere linguistico. La prima esamina gli aspetti pratici, le difficoltà, il valore del viaggio nel mondo antico e il superamento dell'"infirmitas sexus", con riferimento all'esperienza egeriana. Dopo la descrizione dei principali santuari della classicità, vengono individuati gli aspetti che accomunano i pellegrini "pagani" e quelli cristiani: la vista, la devozione, la fatica. La seconda parte raccoglie saggi sulla lingua di Egeria, con l'aggiunta, dove possibile, di qualche osservazione (uso di casi e preposizioni), per sottolineare i cambiamenti avvenuti nel passaggio dal latino classico a quello tardo e cristiano.
Epigrammi del XII libro di Marziale. Con un'appendice su Fedro Craca Clotilde - Aracne, 2018 - Lecturae Novae
Il XII libro di Marco Valerio Marziale fu composto quando il vecchio poeta si ritirò a Bilbilis, sua città natale, nella Spagna Tarraconense. Nel 101-102 d.C. l'arrivo di un amico, Tarquinio Prisco, gli fece sperare in un ritorno alla vita letteraria di Roma, nella quale fino alla morte di Domiziano era stato autore di successo di libri di epigrammi, un genere di poesia breve, ma sapida, ironica, graffiante, che aveva come oggetto principale la folla della metropoli, divertita dai suoi personaggi goffi, ridicoli, corrotti, stravaganti. Marziale compose prima un piccola raccolta e poi un libro simile agli altri da lui già pubblicati: da esso escluse poesie troppo sconce, in omaggio al nuovo imperatore, Traiano, che non amava i generi poco casti. L'atmosfera generale del XII libro è prudente, attenta a non eccedere, qualche volta anche malinconica. Il poeta preferisce offrire composizioni che propongano un buon livello di raffinatezza e una colorita variazione.