Arbor Sapientiae Editore Libri
Libri editi da Arbor Sapientiae Editore pubblicati nella collana Damnatio Memoriae Raccolte di poesia di singoli poeti
Le satire autografe di messer Ludovico Ariosto (rist. anast.). Con DVD Ariosto Ludovico - Arbor Sapientiae Editore, 2013 - Damnatio Memoriae
Le satire autografe di messer Ludovico Ariosto (rist. anast.). Con DVD - Arbor Sapientiae Editore
Cento pagine di poesia Papini Giovanni - Arbor Sapientiae Editore, 2016 - Damnatio Memoriae
Nel 1915, a trentaquattro anni, Giovanni Papini, fiorentino doc, pubblica le sue prose poetiche con il titolo "Cento pagine di poesia". È l'anno dell'entrata in guerra dell'Italia, a cui l'autore si dichiara favorevole, ma anche l'anno della chiusura de "Lacerba", fondata con Ardengo Soffici il 1º gennaio 1913. Un periodo di forti cambiamenti e, per Papini, anche di profondi travagli spirituali, che approderanno nel 1921 alla conversione religiosa.
Elegie romane Goethe Johann Wolfgang Latini G. (Cur.) - Arbor Sapientiae Editore, 2015 - Damnatio Memoriae
Una nuova edizione delle "Elegie romane" di Goethe che completa la traduzione pirandelliana del 1896 con le elegie allora non ancora pubblicate. Si tratta dei quattro componimenti goethiani che subirono, per più di cento anni, una sorta di damnatio memoriae, prima da parte dell'autore e poi del perbenismo germanico. In realtà un omaggio del poeta all'amore inteso in senso classico e fortemente legato al contesto del soggiorno romano, in cui la città eterna si rivela complice di una libertà di costumi e di espressione inaspettata per il quasi quarantenne Johann Wolfgang Goethe. Una celebrazione della forza di Roma antica, della sua potenza che passa anche attraverso il vigore fisico e carnale da cui Goethe non può esimersi, fosse anche per pura finzione letteraria, al fine di entrare in piena sintonia con la città che lo ospita e che lo affascina: "Rea Silvia al Tebro s'avvia, la vergin regale, Per attinger de l'acqua, e la sorprende il Nume, Così Marte s'avea figliuoli! Una lupa i gemelli Nutre, e si chiama Roma la sovrana del mondo" (J. W. Goethe, Elegie Romane, III, 16-19).