Argos Libri
Libri editi da Argos pubblicati nella collana Biblioteca Rossa Schegge Architettura
Rovine. Visioni, teorie, restauri del rudere in architettura Oteri Annunziata Maria - Argos, 2009 - Biblioteca Rossa. Schegge
La dimensione storico-estetica della rovina, interpretata come ciò che resta di un'opera del passato, è esplorata soprattutto da architetti e restauratori che, decretandone l'appartenenza a un tempo altro, ne hanno imposto, quasi mai però realmente praticandola, l'immutabilità. Per l'evidente parentela con le vicende umane, questo tema è scrutato anche da poeti, scrittori, filosofi e psicologi che disponendola in una cornice di vita hanno mostrato come solo accettando ed elaborando la perdita raffigurata dalla rovina, sia possibile accogliere senza censure i segni, quasi sempre dolorosi, che essa trattiene. Per questo, pur conservando i tratti che ne proteggono lo statuto e la dimensione mutila, si può legittimamente trasformare.
Architetture. Forma ed essenza Martino Lorenzo P. - Argos, 2010 - Biblioteca Rossa. Schegge
Alcune esperienze di studio diventano la testimonianza concreta del contributo alla storia dell'architettura del rilievo moderno con Laser Scanner 3D il quale - offrendo nuove informazioni di ordine metrico-compositivo in tempi celeri e con analisi più rigorose rispetto ai metodi tradizionali - può introdurre a un più strutturato sistema cognitivo, fornendo dati 'esatti' su forme e proporzioni, agevolando la verifica e, talvolta, la rilettura di importanti monumenti storici. Per meglio illustrare le molteplici possibilità di indagine sono stati presi in esame brani d'architettura di differente scala e tipologia, scelti per mettere in risalto gli aspetti legati alla loro conoscenza e comprensione, arricchiti dalla scoperta della loro 'vera forma', in una ricerca tesa a riconoscerne l'essenza.
La costruzione dell'architetto. Maderno, Borromini, i Fontana e la formazione degli architetti ticinesi a Roma Manfredi Tommaso - Argos, 2008 - Biblioteca Rossa. Schegge
Un mito storiografico identifica gli architetti Domenico e Carlo Fontana, insieme a Carlo Maderno e Francesco Borromini come geni affrancatisi quasi fatalmente dalla massa indistinta di maestranze edili giunte a Roma tra il Cinquecento e Seicento da piccoli centri della parte ticinese della "regione dei laghi". Questo saggio riconsidera sotto una luce diversa le fasi della formazione artistica e professionale di questi personaggi, evidenziandone gli aspetti distintivi rispetto alla rigida organizzazione gerarchica del sistema d'impresa ticinese. Al contempo, manifesta il loro decisivo contributo alla graduale evoluzione della figura dell'architetto moderno: da un prevalente pragmatismo a una complementarità tra competenze tecnico-costruttive e cognizioni teorico-letterarie. Una evoluzione sancita da Carlo Fontana all'interno dell'Accademia di San Luca attraverso una radicale riforma degli studi di architettura che all'inizio del Settecento offrirà ad altri suoi giovani conterranei una nuova prospettiva di formazione.