Artetetra Edizioni Libri
Libri editi da Artetetra Edizioni pubblicati nella collana Ingegni LETTERATURA E STUDI LETTERARI
Il nulla e la pietà. In amore di Fabio Scotto Saggiomo Carmen - Artetetra Edizioni, 2018 - Ingegni
Ha un'interna coerenza lirica, pur nell'apparente frammentarietà delle esperienze visionarie, questo libro di Fabio Scotto che, costituito di versi disparati per lunghezza, registro e intensità, si struttura fin dall'inizio come un vortice lento che fa ruotare in un unico movimento parole e percezioni. Non a caso è la parola vento che attraversa, in modo costante, l'itinerario poematico. Il vento, quasi in ogni lirica dislocato, sembra essere l'invisibile protagonista.È proprio l'autore a farsi sfuggire la confessione dell'impulso di base da cui nasce il suo poetare. Si tratta della nota in cui afferma che nel suo mondo opera un in amore, che è al tempo stesso l'amore e il non amore. Là dove lavora un movimento di contrari nasce un movimento rotatorio. Due forze antagoniste, esercitandosi su un medesimo oggetto, possono, in certe condizioni, generare un circolo o un'ellisse, così come possono generare un movimento a spirale, determinando un vortice.
La fisiognomica in Seneca e Tacito Barbato Daniele - Artetetra Edizioni, 2020 - Ingegni
La paura del diverso è da sempre uno dei tratti che meglio evidenzia la precarietà della natura umana; non ne sono stati esenti i Romani in un particolare periodo della loro storia, quando, al di là di un ordine rassicurante, ma del tutto apparente, un mondo nuovo si rivelò ai loro occhi. Nell'arco temporale che intercorre tra il I sec. a. C. ed il I d. C., un'espansione inarrestabile aveva portato Roma a dilatare progressivamente i limiti del proprio dominio, fino a farli coincidere, nelle ambizioni dell'ideologia politica imperiale, con quelli dello spazio conosciuto. Ma, come già i Greci, così pure i Romani mostrano del mondo che li circonda una particolare visione, nella quale svolge un ruolo decisivo la tensione dialettica fra civiltà e barbarie.
Che le donne siano della spetie degli huomini. Un trattato proto-femminista del XVII secolo Tarabotti Arcangela Mantioni S. (Cur.) - Artetetra Edizioni, 2015 - Ingegni
Che le Donne siano della spetie degli Huomini è l'ultima opera pubblicata da suor Arcangela Tarabotti, nel 1651. Si tratta di una risposta puntuale, suddivisa in cinquantasette tesi, ad un trattato dal titolo Che le donne non siano della spetie degli huomini. Discorso piacevole, tradotto da Horatio Plata Romano, pubblicato nel 1647. La polemica con Plata permette a Tarabotti di tornare su alcuni dei temi a lei più cari, che aveva già enucleato in altre opere: su tutti, la denuncia della mancanza di istruzione e libero arbitrio per le donne. Tarabotti, nel contrattaccare l'ironico misoginismo del suo "avversario", ha occasione anche di esibire riferimenti e citazioni erudite. L'opera si impone all'attenzione del lettore moderno per l'appassionata difesa del genere femminile promossa dalla sua autrice: una difesa che consacra suor Arcangela, a quasi quattrocento anni dalla sua morte, come una protagonista indiscussa degli albori del pensiero femminista.