Besa Muci Libri
Libri editi da Besa Muci pubblicati nella collana Riflessi Gruppi sociali
Prossime uscite della collana Riflessi
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791255274377 I misteri della terra proibita
- 9791255274223 Eroi contro
- 9788899997892 Lo scherzo del filosofo
- 9788854985612 La verità
- 9788854985506 La saggezza
- 9788854985490 Scritti essenziali
Il Kanun di Skanderbeg Martucci Donato Lafe Genc - Besa Muci, 2024 - Riflessi
Un'opera attesa da tempo nel mondo della ricerca storica e antropologica: la prima traduzione in italiano della raccolta di consuetudini giuridiche albanesi che va sotto il nome di "Kanun di Skanderbeg". Si tratta di norme di origine antichissima, forse addirittura preromana, vigenti nella regione dell'Albania centrosettentrionale di Dibra, Kruja, Kurbin, Benda e Martanesh. Il "Kanun di Skanderbeg" rappresenta non solo un testo normativo di grande interesse per la comprensione della struttura sociale, politica e familiare di comunità di villaggio singolari per il carattere autoreferenziale delle loro istituzioni, nonostante le diverse occupazioni subite nei secoli, ma per certi versi anche una testimonianza letteraria che può offrire informazioni preziose agli studiosi di diverse discipline, storiche, giuridiche, antropologiche, sociologiche.
L'odio di sé ebraico Lessing Theodor - Besa Muci, 2020 - Riflessi
"L'odio di sé ebraico" è la formula estrema e provocatoria adottata da Theodor Lessing per richiamare l'attenzione sui pericoli che minacciano il mondo ebraico nella Germania dei primi anni Trenta, durante la crisi della Repubblica di Weimar. L'assimilazione che a partire dalla metà del Settecento ha liberato gli ebrei dalla reclusione nel ghetto e ha consentito loro di raggiungere posizioni di potere ha avuto come effetto principale - sostiene l'autore - la cancellazione dei fondamenti dell'identità ebraica, a vantaggio di una cultura del successo e dell'affermazione sociale che risponde agli interessi di quella civiltà occidentale pronta a travolgere l'ebraismo sotto nuove ondate antisemite. Invitare gli ebrei a negare il proprio contributo alla società tedesca ormai abbandonata alla sua deriva autoritaria, per ripiegarsi invece sui contenuti più profondi della propria identità, è un modo per smascherare le ipocrisie di un'integrazione puramente illusoria, che non soltanto mina il nucleo intimo dell'identità ebraica, ma induce ad abbassare l'attenzione nei confronti di quell'antisemitismo che aprirà le porte al nazismo.
Kombinat. Storia e vita quotidiana di un quartiere simbolo di Tirana Za Luigi - Besa Muci, 2026 - Riflessi
Oggetto della ricerca è il quartiere Kombinat, uno dei più grandi nella periferia di Tirana, nato fra la fine degli anni Quaranta e gli inizi degli anni Cinquanta in funzione della costruzione di un grande complesso industriale che accorpava più fabbriche, quasi tutte tessili, denominato Kombinat i Tekstileve Stalin (Kombinat dei tessili Stalin). Fu un'opera enorme, se si considera che l'Albania a quel tempo era prevalentemente agricola e pastorale, significativa dei programmi di industrializzazione avviati nel secondo dopoguerra. All'inizio la manodopera impiegata nelle fabbriche era composta da giovani provenienti da varie parti dell'Albania, in particolare dalle zone rurali, e fra essi prevalenti erano le donne. Nei quarant'anni del periodo socialista sono stati realizzati nuovi opifici e anche il quartiere si è ingrandito: sono arrivati nuovi abitanti, quasi tutti occupati nel diverse fabbriche, si sono costruiti nuovi palazzi, localizzati scuole, negozi e altri servizi. I cambiamenti intervenuti negli anni Novanta in Albania hanno coinvolto anche quest'area urbana di Tirana modificandone profondamente la funzione di area operaia e, di conseguenza, la composizione demografica e sociale. Tutte le fabbriche sono chiuse; in alcuni capannoni sono state avviate modeste attività produttive o commerciali; altri immobili delle ex aziende sono divenute dimore per gli immigrati provenienti da altre parti dell'Albania, che hanno anche occupato una parte delle vecchie abitazioni e ne hanno edificato di nuove senza alcuna regolamentazione: ciò ha modificato radicalmente la composizione sociale e la struttura urbanistica, accentuandone rapidamente il degrado.