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Libri editi da Biblion pubblicati nella collana Circolo Polare EUROPA
S.O.S. dal Polo Nord. La spedizione polare di Umberto Nobile del 1928 con il dirigibile Italia Barbieri Carlo - Biblion, 2008 - Circolo Polare
Il 24 maggio del 1928 il dirigibile Italia, comandato dal Generale Umberto Nobile raggiunse il Polo Nord. Le proibitive condizioni del tempo non consentirono la discesa programmata degli scienziati sui ghiacci e l'Aeronave, dopo due ore di volo circolare, fu costretta a un anticipato rientro alla Baia del Re. Sulla via del ritorno, dopo aver lottato contro le avverse condizioni del tempo, il dirigibile Italia si schiantò sui ghiacci del Mare Artico a 140 miglia dal punto previsto d'atterraggio. La storia della spedizione del dirigibile Italia sarebbe finita con questo drammatico impatto sulla banchisa artica se non fosse accaduto un fatto del tutto inatteso: da questo tragico epilogo, infatti, ebbe origine un'imponente manifestazione di solidarietà e di fratellanza umana, la più importante che la storia delle spedizioni geografiche ricordi. Infatti, scattò un'imponente macchina di soccorso, che vide coinvolte sei nazioni con un vasto dispiegamento di forze: 22 aerei, 18 navi ed oltre 1500 uomini. Indirettamente fu coinvolto l'intero mondo civile che, grazie alla radio, potè seguire in diretta su scala mondiale tutte le varie fasi di questa drammatica vicenda e del salvataggio dei sopravvissuti all'impatto nei ghiacci perenni del Polo Nord. A distanza di 80 anni, attraverso le immagini, i documenti, i testi originali, questo volume ricorda quella drammatica spedizione polare italiana.
Viaggio ai confini del mondo. La spedizione polare Weyprecht-Payer. Alle origini dell'anno polare internazionale 2007-2008 Mazzoli Enrico - Biblion, 2007 - Circolo Polare
Viaggio ai confini del mondo vuole ricordare la drammatica Spedizione Polare Austro-Ungarica del 1872-74, che portò alla creazione, delle prime stazioni scientifiche intorno ai Poli e che ora, nel 125° anniversario del varo del progetto, vede la comunità scientifica di tutto il mondo impegnata nell'Anno Polare Internazionale 2007-2008. Questo libro vuole ricordare quella lontana impresa polare, rendere omaggio alla cultura scientifica e marinara della Trieste del Secolo XIX, origine della odierna "Città della Scienza"; e vuole ricordare il tedesco, ma triestino d'adozione, Carl Weyprecht che non solo seppe condurre un'importante spedizione al Polo, ma che da Trieste promosse quello che gli scienziati definiscono il più grande progetto di ricerca scientifica della storia. Vuole, infine, essere una testimonianza del grande valore dei marinai triestini, istriani e dalmati, che tra i ghiacci dell'Artico si comportarono da veri eroi.
Dai ghiacci allo spazio. La storia dell'ufficiale di marina Carl Weyprecht e del suo progetto di ricerca scientifica internazionale - Biblion, 2008 - Circolo Polare
L'Anno Polare Internazionale (da marzo 2007 fino a marzo 2009) è il più importante programma di ricerca scientifica che vede coinvolti migliala di scienziati e ricercatori di più di 60 nazioni, impegnati in numerosi progetti di ricerca fisica, biologica e sociale, coordinati e organizzati da International Council for Science (ICSU) e World Meteorological Organization (WMO). E' giunto alla quarta edizione, dopo quelli del 1882-83, 1932-33, 1957-58. A 125 anni dal varo del progetto, questo libro intende ricordare la storia delle esplorazioni e della ricerc polare ed in particolare la spedizione di Cari Weyprecht, che nel 1872-1874 fu la prima spedizione polare europea, precorritrice delle moderne spedizioni internazionali. Infatti, Weyprecht si trovò a comandare una nave (e a condurne ' l'equipaggio verso la salvezza) dove si parlava una babele di lingue e di dialetti rappresentanti quella sovranazionalità propria dell'impero asburgico, che avrà un eguale soltanto in quella Europa Unita che oggi sta prendendo forma. Anche quando si trattò di varare il suo progetto di ricerca scientifica, egli si guardò bene dall'inserirlo in un'ottica nazionalistica. In un periodo storico in cui la scienza serviva a mostrare la supremazia di una "cultura", e quindi di una nazione sulle altre, Weyprecht volle aprire il suo progetto all'intera comunità scientifica internazionale.