Bollati Boringhieri Libri
Libri editi da Bollati Boringhieri pubblicati nella collana Incipit Teoria psicoanalitica (psicologia freudiana)
Prossime uscite della collana Incipit
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788876428180 Una luce splendente in luoghi tenebrosi-Een Ligt schijnende in duystere plaatsen. Introduzione.... Ediz. bilingue
La psicoanalisi Janet Pierre Orbecchi M. (Cur.) - Bollati Boringhieri, 2014 - Incipit
Nel 1914 - esattamente un secolo fa - Pierre Janet pubblicò nel "Journal de Psychologie Normale et Pathologique" lo scritto che costituisce il testo di questo libro, qui per la prima volta tradotto in italiano. Si tratta dell'intervento tenuto al Congresso di Medicina di Londra del 1913, nel quale Janet aveva rivendicato la primogenitura di una parte delle idee che Freud andava ascrivendo esclusivamente a se stesso. Lo psicologo francese lancia con prosa graffiante anche un monito contro un certo modo di gestire la "nuova scienza della psicoanalisi", considerata un dogma intoccabile, tanto da indurre i suoi adepti a sferrare anatemi contro gli "eretici". Dopo questo intervento, Janet diventerà a sua volta un "eretico" e resterà tale per molti anni, fino a quando, in condizioni scientifiche mutate, il suo pensiero verrà riscoperto da più parti e il valore dei suoi studi sul trauma sarà riconosciuto nella sua originalità ed efficacia interpretativa, anche alla luce delle moderne neuroscienze.
Melanconia e creazione in Vincent Van Gogh Recalcati Massimo - Bollati Boringhieri, 2009 - Incipit
Il libro offre una lettura sintetica dell'opera di Van Gogh attraverso le chiavi della psicoanalisi. Esso ripercorre la vita del pittore nei suoi sforzi per trovare, nonostante il rifiuto originario che ha patito, un'iscrizione simbolica possibile. Questo avverrà dapprima attraverso l'adesione, al limite del fanatismo, alla parola evangelica e, in seguito, attraverso la dedizione alla pratica dell'arte. Le maschere fondamentali del Cristo e del giapponese servono a Van Gogh per darsi un'identità di cui si sente privo. La sua pittura non è la semplice espressione di stati emotivi, ma lo sforzo estremo di attingere, attraverso la luce e il colore, direttamente all'assoluto, alla Cosa stessa. La dedizione all'arte, che lo aveva in un primo tempo salvato dalla sua melanconia originaria, si rivela però ciò che lo fa precipitare negli abissi della follia. Il suo movimento pittorico e biografico dal Nord verso il Sud lo avvicina troppo al calore incandescente della Luce e in questa prossimità, come nel mito di Icaro, egli finisce per consumarsi.