Bollati Boringhieri Libri
Libri editi da Bollati Boringhieri pubblicati nella collana Saggi Filosofia Scienze: argomenti d'interesse generale
La realtà al tempo dei quanti. Einstein, Bohr e la nuova immagine del mondo Laudisa Federico - Bollati Boringhieri, 2019 - Saggi. Filosofia
La meccanica quantistica ha una posizione unica nella storia della scienza. Essendo parte della famiglia di teorie scientifiche che hanno arricchito la cultura occidentale dal XVII secolo in poi, dovrebbe porsi l'obiettivo di descrivere una realtà in qualche modo «oggettiva» e indipendente da chi la osserva; invece, la meccanica quantistica appare di fatto come la prima teoria scientifica che sembra mettere in dubbio l'esistenza stessa di questa realtà, almeno nelle forme in cui alcuni secoli di scienza ci avevano abituato a pensarla. Nessuna teoria scientifica, per quanto rivoluzionaria e capace di cambiare l'immagine del mondo che ci circonda, era arrivata a tanto. È per questo motivo che la meccanica quantistica ha avuto un effetto così dirompente anche in filosofia, dando vita - fin dai suoi albori, negli anni venti del Novecento - a un dibattito serrato sull'idea stessa di realtà fisica. A cento anni di distanza, la questione sembra tutt'altro che chiusa; ancora oggi le discussioni continuano, in forme rinnovate, nel mondo scientifico e filosofico internazionale ormai globalizzato, dal canadese Perimeter Institute for Theoretical Physics alla Templeton Foundation, fino agli istituti di fisica di Hong Kong o Bangalore. In questo libro, Federico Laudisa ricostruisce il dibattito sull'immagine del mondo fisico nella fase di nascita e consolidamento della meccanica quantistica, delineando l'evoluzione delle idee relative al nascente mondo quantistico e alle implicazioni filosofiche che ne sono derivate, con una particolare attenzione alle assunzioni epistemologiche presenti in modo esplicito o implicito, ma senza dimenticare l'ambiente storico nel quale le discussioni hanno preso forma.
Superintelligenza. Tendenze, pericoli, strategie Bostrom Nick - Bollati Boringhieri, 2018 - Saggi. Filosofia
Nel gennaio 2015 Nick Bostrom è stato cofirmatario, assieme tra gli altri a Stephen Hawking, di una celebre lettera aperta che metteva in guardia sui potenziali pericoli dell'Intelligenza Artificiale. Non ha firmato quell'appello per passatismo, né tantomeno per luddismo, bensì in virtù di un lineare ragionamento filosofico. L'Intelligenza Artificiale è una delle più grandi promesse dell'umanità; grazie ai suoi sviluppi, attuali e futuri, saremo probabilmente in grado di fare cose che oggi sarebbero impensabili, vivremo meglio, e magari più a lungo e più felici. E tuttavia c'è una nube minacciosa sopra il cielo dell'Intelligenza Artificiale, e con questo libro Nick Bostrom è stato il primo a vederla e ad analizzarla, lanciando un allarme che ha avuto un'eco vastissima in tutto il mondo. Siamo proprio certi che riusciremo a governare senza problemi una macchina "superintelligente" dopo che l'avremo costruita? Se lo scopo dell'attuale ricerca sull'Intelligenza Artificiale è quello di costruire delle macchine fornite di un'intelligenza generale paragonabile a quella umana, quanto tempo occorrerà a quelle macchine, una volta costruite, per superare e surclassare le nostre capacità intellettive? Poco, ci informa Bostrom, pochissimo. Una volta raggiunto un livello di intelligenza paragonabile al nostro, alle macchine basterà un piccolo passo per «decollare» esponenzialmente, dando origine a superintelligenze che per noi risulteranno rapidamente inarrivabili. A quel punto le nostre creature potrebbero scapparci di mano, non necessariamente per "malvagità", ma anche solo come effet
Il senso della mente. Per una critica del cognitivismo Cimatti Felice - Bollati Boringhieri, 2004 - Saggi.Storia, Filosofia E Scienze Sociali
Un numero rilevante di esponenti delle scienze cognitive e filosofiche concepisce la mente come una specie di calcolatore e gli esseri umani come "macchine". Obiettivo di questo studio è mostrare come sia una cattiva scienza dell'umano la teoria che lo assimila a una macchina, giacché un umano-macchina perde tutte le caratteristiche che fanno di lui un essere umano. E invece possibile una effettiva scienza dell'umano che si svincoli dalla soggezione, più o meno diretta, ai modelli delle scienze fisiche e veda nell'inestricabile intreccio di biologia e cultura, linguaggio e prassi politica, estetica ed esperienza religiosa il senso specifico, ossia la natura, dell'Homo sapiens.