Bollati Boringhieri Libri
Libri editi da Bollati Boringhieri pubblicati nella collana Temi Giurisprudenza e filosofia del diritto
La vergogna del giusto e dell'ingiusto. Storie e pensieri di un'emozione inattuale Bouchard Marco - Bollati Boringhieri, 2025 - Temi
Ambigua e poliedrica, la vergogna ci riguarda tutti: attraversa la storia dell'umanità, si manifesta nei primi mesi della nostra vita e non ci abbandona mai, fino all'ultimo respiro. Capace di trasformarsi in strumento di riscatto o di devastazione, può aprire la strada alla redenzione, come accade all'assassino che riconosce l'orrore del suo delitto, o condurre a scelte moralmente discutibili, come nel caso del pavido che, per paura del giudizio dei compagni, si rende colpevole degli atti più riprovevoli. La vergogna, dunque, è «buona» quando rivela la nostra vulnerabilità e si fa forza trasformativa. Ma è anche «cattiva» quando ci annichilisce, riducendoci al silenzio per conformarci ai valori più meschini della collettività. È perciò un'emozione legata a doppio filo allo sguardo dell'altro, che ci scopre e ci espone, svelandoci non solo agli altri, ma anche a noi stessi. Si manifesta nel viso, nella voce e nel corpo e ci distingue dagli animali: il rossore è segno evidente di un'emozione che è solo umana. Tra delitti efferati compiuti per paura del disonore e la «vergogna dei giusti» di cui parla Primo Levi, e a partire dal suo etimo (la «gogna» medievale), Marco Bouchard esplora le infinite pieghe della vergogna, scavando nel suo ruolo di strumento sociale, tra controllo e coesione. Con una prosa che fonde pensiero civile, riferimenti letterari e vicende di cronaca, il libro traccia la mappa di questo sentimento universale e offre una riflessione profonda su come la vergogna modelli l'umanità e le sue relazioni. Dal pensiero di Braithwaite sulla vergogna reintegrativa ai personaggi delle opere di Roth, McEwan ed Ernaux, passando per le riflessioni teologiche di Bonhoeffer e il richiamo a passi biblici e mitologici, e a precedenti giudiziari, ogni pagina illumina un aspetto meno ovvio della vergogna, mostrando come questo sentimento complesso e sfuggente sia legato, in modo imprescindibile, all'idea stessa di convivenza civile.
Forza di legge. Il «Fondamento mistico dell'autorità» Derrida Jacques Garritano F. (Cur.) - Bollati Boringhieri, 2003 - Temi
Diviso in due capitoli, "Del diritto alla giustizia" e "Il nome di Benjamin", il libro evidenzia una scissura tra diritto e giustizia, oggetto da parte di Derrida di una riflessione profondamente originale. Con riferimento a Montaigne e Pascal, egli esprime una precisa critica dell'ideologia giuridica, del diritto che è in rapporto asimmetrico con la giustizia, nel senso che laddove c'è diritto non c'è giustizia, per il semplice motivo che la forma giuridica è l'esito di rapporti di forza politico-economici. Se è indubitabile che la legge si regge sulla forza, allora si tratta di vedere quale possibilità essa ha di accedere alla giustizia.
I confini della legge. Sovranità e governo del mondo Monateri P. Giuseppe - Bollati Boringhieri, 2014 - Temi
La legge eccede da sempre qualsiasi tentativo discorsivo di delimitarne i confini. Ma questa eccedenza, connaturata alla sua immensa potenza simbolica, oggi denuncia più fragilità che forza. In piena globalizzazione, qualcosa si è incrinato nel formidabile dispositivo di ordinamento che per secoli ha segnato gli spazi del mondo attraverso differenti modelli e linguaggi giuridici. Sovranità e politica, legittimità e decisione, comando e norma consumano ormai nell'instabilità ciò che sopravvive delle loro reciproche, ambigue relazioni. Mentre la legge entra in una fase di dissolvenza, la produzione di diritto viene avocata da poteri indiretti - organismi, fondi, banche - che emanano direttive su scala planetaria. Si comprende fino in fondo quali insidie nasconda un tale, nuovo equilibrio mondiale se lo si considera, con Pier Giuseppe Monateri, alla luce della genealogia della legge, delle sue forme di apparizione storica e delle sue valenze nel pensiero politico-filosofico. Solo così si può misurare la distanza tra il suo regno dileguante e l'attuale governo delle cose, letteralmente sconfinato.