Bollati Boringhieri Libri
Libri editi da Bollati Boringhieri pubblicati nella collana Varianti Europa Meridionale
Prossime uscite della collana Varianti
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791255274315 L'eredità
- 9791255274292 I lampioni diventano farfalle
Il professore e la cantante. La grande storia d'amore di Alessandro Volta Mazzarello Paolo - Bollati Boringhieri, 2009 - Varianti
Nella primavera del 1789 una giovane cantante si esibisce nel teatro di Pavia come interprete dell'opera buffa di Paisiello "Il barbiere di Siviglia ovvero la precauzione inutile". Non avvenente, ma dotata di grande fascino, la donna incontra durante il soggiorno pavese Alessandro Volta, scienziato famoso in tutto il mondo per i suoi studi sui fenomeni elettrici. All'età di quarantaquattro anni, principe dei salotti e in fama di tombeur defemmes, il fisico ha sempre fuggito il matrimonio, schivando abilmente le molte vantaggiose proposte che gli giungono dalle famiglie più in vista della nobiltà lombarda. L'incontro con la giovane cantante ha tuttavia l'effetto di una vera e propria scarica elettrica e tra i due nasce una forte passione amorosa. Contro i loro propositi di matrimonio si schierano la famiglia dello scienziato, il governo di Milano e addirittura l'imperatore d'Austria Leopoldo II. Un professore dell'Università di Pavia non deve sposare una donna dalla professione così licenziosa. Alessandro lotta in tutti i modi contro l'avverso destino. A salvarlo giungeranno nella primavera del 1792 le rane di Luigi Galvani...
Piero della Francesca e l'assassino Roeck Bernd - Bollati Boringhieri, 2007 - Varianti
"La Flagellazione" di Piero della Francesca è senza dubbio uno dei dipinti più celebri del Rinascimento. Ma anche uno dei più enigmatici. Chi sono infatti i tre misteriosi personaggi in primo piano, che non sembrano avere alcun legame con il martirio di Cristo? E perché l'evento è collocato in un contesto tutto quattrocentesco? La risposta di Roeck è che il dipinto nasconde una velata accusa di omicidio, costruita con i sottili strumenti artistici di cui Piero aveva piena padronanza e che gli permettevano di dialogare con i più eminenti umanisti e mecenati del suo tempo. Inserito in questo codice culturale condiviso, il dipinto alluderebbe all'omicidio di Oddantonio da Montefeltro, giovane duca di Urbino, vittima illustre di un attentato nel 1444. Ma chi fu il principale beneficiario della morte del duca? In altre parole, chi poteva essere il mandante dell'assassinio? Attraverso una ricostruzione attenta alle fonti e sorretta da una rigorosa analisi formale, l'autore si mette sulle tracce dell'assassino di Oddantonio e del possibile committente dell'opera (naturalmente interessato a smascherarlo), guidando il lettore in un intrigante viaggio nel mondo delle corti rinascimentali.
Un filo tenace. Lettere e memorie (1944-1969) Jervis Willy Jervis Rochat Lucilla Agosti Giorgio - Bollati Boringhieri, 2008 - Varianti
Una storia di intellettuali italiani che per una volta smettono i panni dell'autorappresentazione vittimistica facendosi essi stessi, lucidamente e consapevolmente, vittime dei loro carnefici. E una storia ambientata tra Torino, la Val Pellice e la Val Germanasca (le "valli dei valdesi") e che si alimenta in un carteggio tra tre interlocutori: Willy Jervis (ingegnere della Olivetti, partigiano di Giustizia e Libertà), Lucilla Rochat (sua moglie da undici anni e madre dei suoi tre figli) e l'amico Giorgio Agosti (magistrato, commissario regionale di Giustizia e Libertà, che diverrà, dopo il 25 aprile 1945, per tre anni, questore di Torino). Willy Jervis fu arrestato l'11 marzo 1944, incarcerato, torturato, poi fucilato la sera del 5 agosto 1944. Una storia che lascia affiorare una profonda fede religiosa, un eroismo fatto di gesti sommessi e slanci contenuti, un amore e un'amicizia tanto profondi quanto discreti. Lo storico Giovanni De Luna, nell'introduzione, ricostruisce la vicenda collocandola nel contesto della guerra tra tedeschi, repubblichini e partigiani. Lo psichiatra Giovanni Jervis, figlio di Willy e Lucilla, nella postfazione, ricorda quel periodo visto con gli occhi di un ragazzino di undici anni.