Bonfirraro Libri
Libri editi da Bonfirraro pubblicati nella collana Historica Storia: specifici eventi e argomenti
Prossime uscite della collana Historica
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791256221691 Roma e la via delle spezie
- 9791256221370 Storia della ghigliottina
- 9788878016828 Demoni, mostri e meraviglie alla fine del medioevo
- 9788869265952 Adler: l'aquila tedesca. Seconda guerra mondiale
- 9788868516734 Traditori o eroi al tempo del III Reich
- 9788862575409 Verucchio la pieve di San Martino ...
- 9788862574105 Romagna romana. Cronache del Rubicone antico da Brenno a Giulio Cesare
Emblemata. Stemmi e blasoni delle famiglie storiche di Caltagirone Distefano Salvatore - Bonfirraro, 2015 - Historica
Nella antiche dimore, nei cortili e sui vecchi muri di Caltagirone si conservano alcuni stemmi e blasoni che il viaggiatore ammira e apprezza per le ricercate combinazioni araldiche. Nel testo che proponiamo ai lettori, a queste testimonianze visibili e apprezzabili da chiunque, si offre, per la prima volta, la possibilità di ammirare i disegni inediti del "Libro d'Oro della Nobiltà" di Caltagirone, un'opera inaccessibile e rara risalente al 1596/1661 che a tutt'oggi si conserva. La novità del saggio elaborato con estrema sensibilità è apprezzabile sin dalle prime pagine, infatti nell'opera non si illustrano le complesse vicende famigliari, le alleanze matrimoniali delle antiche famiglie di Caltagirone, a cui comunque si accenna, ma piuttosto l'importanza storica e artistica della documentazione grafica, gli stemmi del "Blasonario di Caltagirone" realizzati con la tecnica dell'acqua tinta sono infatti riconducibili alla mano di un "cancelliere" capace di trasformare la testa mozza di un cane, da cui ancora gronda il vivo sangue, in un magnifico stemma che intimorisce e affascina.
Orgoglio siciliano. Luci e ombre dell'autonomia e dell'anima siciliana Carrara Nuccio - Bonfirraro, 2021 - Historica
Orgoglio siciliano, luci e ombre dell'Autonomia e dell'Anima siciliana, è un viaggio attraverso le vicende storiche e umane dell'Autonomia ed è anche un tentativo di esplorazione dell'Anima siciliana in alcuni suoi aspetti peculiari, talvolta poco conosciuti. Particolare attenzione è dedicata alle vicende, tra il 1943 e il 1947, del Movimento indipendentista di Andrea Finocchiaro Aprile che, affiancato dalla formazione paramilitare di Antonio Canepa e Concetto Gallo, nel bene e nel male. È stato determinante per spingere il Governo italiano a riconoscere alla Sicilia un regime di autonomia speciale. L'autore ci fa rivivere la nascita dello Statuto, "minuto per minuto", attraverso gli interventi dei padri dell'Autonomia, tra i quali, oltre ai nomi più noti come quelli di La Loggia e Alessi, spiccano anche quelli di protagonisti considerati minori, come Giovanni Salemi, Giovanni Guarino Amella, Cristoforo Prato, Mario Mineo e altri, che invece hanno avuto un ruolo spesso preponderante nella stesura delle norme statutarie. In questo modo viene tolto dall'oblio un importante periodo storico spesso trascurato e relegato soltanto ad argomento puramente celebrativo buono per le ricorrenze, ma non per una reale opera di consapevolezza che dovrebbe interessare tutti i siciliani e in particolare l'intera classe politica. L'opera offre vari contributi di personalità siciliane di spicco appartenenti al mondo della cultura, dell'arte, dell'economia, della religione e della giustizia, che danno un quadro interessante della Storia e della vita della nostra Sicilia. Ciascuno vi concorre non solo attraverso le proprie competenze ma, talvolta, anche con le proprie esperienze personali. Immagini e documenti, a volte inediti, la arricchiscono di informazioni che la gente comune difficilmente potrebbe reperire tra i meandri di una vasta pubblicistica o perdendosi nel mare magnum della rete. Destinata al grande pubblico, vorrebbe mettere in luce quello che, a volte, solo pochi cultori e/o gli addetti ai lavori conoscono.
La Sicilia a cavallo. Il Deposito stalloni di Catania e l'Industria equina nell'Italia unita (1865-1887) Dugo Andrea - Bonfirraro, 2025 - Historica
Nel 1862 il prefetto della provincia di Catania, Giacinto Tholosano, sollecitava il sindaco della città Giacomo Gravina a non lasciarsi sfuggire l'occasione di accogliere uno dei nuovi Depositi stalloni nazionali, istituzione che il governo del nuovo Regno d'Italia aveva mutuato dal modello francese e sabaudo e successivamente esteso a tutto il territorio nazionale dopo l'unificazione politica del paese. Il 6 maggio 1865 nasceva così il Regio Deposito stalloni di Catania, erede strutturale di ciò che - nella seconda metà del Novecento - diverrà ufficialmente "Istituto di Incremento Ippico per la Sicilia", ente regionale che si occupa, ancora oggi, di salvaguardare le principali razze equine e asinine siciliane. Quando agli albori dell'Unità la provincia etnea decise di investire nella fondazione del Deposito stalloni, il progetto prese subito la forma di un'impresa corale coinvolgendo anche militari ed esperti inviati appositamente dal governo centrale per seguire ogni fase di realizzazione. Tra loro, il maggiore Luigi Forte si distinse ben presto come una delle figure cardine di questa prima stagione dell'Istituto. Ex ufficiale borbonico poi integrato nel nuovo esercito nazionale, Luigi Forte fu il primo direttore del Deposito stalloni etneo, incarico che mantenne dal 1865 fino agli anni Ottanta dell'Ottocento: in quel lungo periodo ne difese con determinazione gli interessi, affrontando vicende politico-sanitarie che rischiavano di comprometterne anzitempo la sopravvivenza. Nei vent'anni successivi all'Unità italiana, il Deposito stalloni di Catania si muove lungo una traiettoria tutt'altro che lineare intrecciando vicende locali e dinamiche nazionali. A segnarne il percorso i contrasti con il Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio, il ruolo determinante di militari e notabili, le pressioni esercitate da impresari, allevatori e associazioni agrarie. Sullo sfondo, alcuni grandi nodi dell'Ottocento postunitario: la modernizzazione economica, le nuove urgenze ambientali e sanitarie, i processi di costruzione dello Stato e dell'identità nazionale. Un breve viaggio attraverso lo "Stadduni", come ancora oggi viene definito l'Istituto dai catanesi, che mostra come anche la storia di un'istituzione solo in apparenza locale possa illuminare la trama più ampia della costruzione dell'Italia e della Sicilia contemporanea. Prefazione di Pinella Di Gregorio.