C P Adver Effigi Libri
Libri editi da C P Adver Effigi pubblicati nella collana Microcosmi Storia
Ricordi della seconda guerra mondiale. Cornia di Civitella in Val di Chiana. Monte San Savino. San Pancrazio di Bucine Moretti Romano Romanelli Luciano Romanelli Piero - C&P Adver Effigi, 2019 - Microcosmi
L'eccidio di Civitella, Cornia e San Pancrazio: uno dei più efferati massacri nazifascisti. A partire dalle ore 6,00 del mattino, il 29 giugno 1944, centinaia di soldati della Hermann Goering assediarono contemporaneamente Civitella, Cornia e S. Pancrazio. Dove si fermarono, oltre ad uccidere e sterminare intere famiglie, incendiarono case e fienili, tanto che il giorno dopo i corpi delle vittime furono ritrovati completamente carbonizzati. Nelle frazioni di Cornia e Solaia i soldati tedeschi non risparmiarono nessuno, neppure le donne ed i bambini. Solo nel nucleo di Cornia vennero uccise oltre 40 persone, in gran parte donne.
Gianni e Pierino. La scuola di «Lettera a una professoressa». Ediz. illustrata - C&P Adver Effigi, 2019 - Microcosmi
Quando don Milani e i suoi ragazzi scrissero, tra il 1966 e il 1967, "Lettera ad una professoressa" vollero esprimere un severo atto d'accusa alla scuola italiana che faceva fatica a realizzare il diritto di tutti all'istruzione quale fondamentale strumento per compiere l'uguaglianza tra gli esseri umani. Con questa opera collettiva, partendo dalla reale esperienza di Barbiana, vollero anche spiegare i motivi delle loro scelte di studio, il rapporto che esiste tra scuola e realtà lavorativa, gli effetti che la selezione della scuola dell'obbligo provoca sui figli del popolo. Sottolinearono il grande ruolo che l'istruzione ha per l'emancipazione da una realtà di povertà e sfruttamento. Con una scuola che indicasse al ragazzo un valore alto: studiare per uscire insieme dai problemi. Da quella scuola le riflessioni per l'oggi.
Fabbrica e territorio. Storia, identità e sviluppo nell'alta Maremma Polvani Silvano - C&P Adver Effigi, 2013 - Microcosmi
"50 anni rappresentano un lungo periodo nella storia dell'uomo, anche per la bella e sonnacchiosa Maremma, spesso usa a viver di passato. Nella stesura del volume, l'autore si pone in un'ottica retrospettiva; c'è però una differenza sostanziale nel suo scritto: il fervore che ha caratterizzato questo lembo di Maremma nei cinquant'anni descritti, non è del tutto consegnato alla storia. Le miniere, il duro e creativo lavoro nel sottosuolo che proprio Polvani ha definito l'ultimo pane sono ormai cristallizzate, il loro viaggio anche bello, affascinante, utile per creare più generazioni di uomini intrisi della cultura del lavoro è giunto al capolinea, forse definitivamente. Questa epopea non è però morta ma è stata feconda, ha generato germogli significativi, che continuano a dare fiori e frutti nel contesto socio economico del territorio. Il lavoro svolto con intelligenza, creatività, e lungimiranza, ha creato le condizioni perché si formasse una generazione manifatturiera determinante per la crescita del territorio." (Dalla prefazione di Luigi Mansi).