Carabba Libri
Libri editi da Carabba pubblicati nella collana Le Monete D Oro LETTERATURA E STUDI LETTERARI
Briganti e brigantesse abruzzesi. Due opere teatrali inglesi di metà Ottocento Cimini M. (Cur.) - Carabba, 2007 - Le Monete D'oro
Nell'immaginario inglese di metà Ottocento, l'Abruzzo rappresenta l'emblema del pittoresco romantico, uno spazio cioè capace di evocare sensazioni forti e passioni travolgenti. Sullo sfondo di una natura incontaminata e impervia, la regione è vista come sede di una umanità spontanea e primitiva, costituita quasi esclusivamente da pastori e briganti. I due testi che sono raccolti in questo volume ben incarnano tali stereotipi e li declinano in chiave apertamente drammatica. Il primo di essi "The Queen of the Abruzzi (La regina degli Abruzzi)" si deve alla penna di Joseph Stirling Coyne (1803-1868), e venne messo in scena a Londra la sera dell'8 giugno 1846. Il secondo "Francesca Doria: or, the bandit of the Abruzzi (Francesca Doria, o il bandito degli Abruzzi)" è un libretto d'opera scritto da Val Morris e musicato da George Linley (1798-1865), e venne rappresentata per la prima volta sempre a Londra il 3 marzo 1849. In entrambi i casi, siamo, dunque, di fronte all'immagine di un Abruzzo "esotico" che affascina la sensibilità delle classi colte europee.
Memoria d'amore Dommarco Alessandro Del Ciotto A. (Cur.) - Carabba, 2017 - Le Monete D'oro
I testi presenti in questa raccolta coprono un arco di tempo che va dal 1960 al 1965: rimasti "nascosti" per decenni, solo ora vedono le stampe per una antica e confessata volontà dell'autore. L'universo poetico di Dommarco è di quelli che non ammettono pause, non consentono al lettore di acquietarsi su una sensazione sola, su una immagine sola e definitiva, ma lascia spazio all'immaginazione, pur conservando la riconoscibilità del timbro e l'organicità del discorso poetico. "Memoria d'amore" o come suona una nota dello stesso autore "Ricordo (ricordanza) di un amore", si presenta a tutti gli effetti come un Canzoniere, riecheggiando una tradizione che esiste dall'antichità, partendo dal Liber catulliano, passando per Tibullo e Properzio, arrivando ai nodi fondamentali dei Canzonieri siciliani e stilnovisti ed infine alle raccolte di Dante e Petrarca.
Versi (1905) Nada Lalla Oliva G. (Cur.) - Carabba, 2019 - Le Monete D'oro
Il recupero della poesia di Lalla Vicoli Nada (1883-1978) attraverso il volume "Versi" (1905), con lettera-prefazione di Gabriele d'Annunzio, ci riporta al clima del primo Novecento, a quella dimensione crepuscolare molto più diffusa di quanto si creda avendo in mente i centri canonici di quel movimento, dalla Roma di Corazzini alla Torino di Gozzano. In tutta Italia, invece, specialmente in provincia, era in atto un po' ovunque l'assordante rivoluzione silenziosa di una poesia con i suoi collegamenti simbolisti e le aperture europee, mentre la parola poetica si trasformava in uno strumento per cantare il disagio dell'uomo contemporaneo. Lalla Nada, che viveva a Morrovalle nelle Marche, a pochi chilometri da Recanati, scrive versi i cui temi non si distaccano da quelli comuni ai poeti di quella condizione.