Carocci Libri
Libri editi da Carocci pubblicati nella collana Universita Letteratura, storia e critica: letteratura dal 1500 al 1800
La letteratura cavalleresca. Dai cicli medievali all'Ariosto Villoresi Marco - Carocci, 2000 - Università
Il genere cavalleresco non ha soltanto regalato alla letteratura italiana capolavori assoluti come il Morgante di Luigi Pulci, l'Inamoramento de Orlando di Matteo Maria Boiardo, l'Orlando furioso di Ludovico Ariosto, ma ha pure fecondato e condizionato, attraverso il Medioevo e il Rinascimento, l'immaginario culturale e il modus vivendi di un'intera civiltà. Grande è stata, comunque, la fortuna poetica in Italia dei cavalieri carolingi e arturiani, e innumerevoli sono le opere ispirate alle imprese di Orlando e Rinaldo, di Lancillotto e Galvano. In questo libro, senza forzature ideologiche ed evitando la tentazione di confezionare quadri storici confortanti ma artificiosi, si tenta di dar conto del cospicuo e multiforme materiale letterario che nel corso di oltre tre secoli anonimi canterini, appassionati dilettanti, scrupolosi narratori, illustri e raffinati autori hanno elaborato intorno alle storie d'amore e d'avventura degli eroi cavallereschi.
La letteratura italiana moderna e contemporanea. Guida allo studio Giovannetti Paolo - Carocci, 2001 - Università
Quando comincia la modernità letteraria italiana? Quali sono le sue coordinate storiche fondamentali? E in che senso ci si può riferire in essa alla presenza di "generi" ben definiti? A queste ed altre domande si propone di fornire una risposta questa introduzione alla letteratura italiana degli ultimi due secoli. Dalla storia della lingua alla storia della critica, dalla filologia alle correnti e ai movimenti, fino alle forme della poesia e della narrativa, vengono passate in rassegna le principali questioni connesse alla modernità letteraria, al suo faticoso imporsi in Italia, al suo problematico superamento oggi nell'epoca postmoderna.
Ottocento letterario. Dalla periferia al centro Pasquini Emilio - Carocci, 2001 - Università
Questo libro, pur nella fedelta' a una scuola, quella bolognese, che ha saputo coniugare con equilibrio erudizione e filologia, presenta pregi non trascurabili per una sua utilizzazione didattica, anche nella prospettiva della riforma universitaria. In primo luogo, gli spunti che emergono dallo scambio fecondo fra lingua e letteratura (specie nei capitoli su Stendhal, Zambrini e Fiacchi): essenziale per capire lo sviluppo della tradizione italiana, la quale proprio nella lingua, vittoriosa sul concerto dei dialetti grazie anche alle polemiche fra puristi e innovatori, ha trovato una unita' che non le poteva mai venire dalla secolare divisione politica. In secondo luogo, il suo far leva su aspetti apparentemente marginali del secolo XIX, e in particolare dell'eta' romantica (un certo Foscolo o un certo Carducci), dal cui insieme puo' derivare un'idea non manualistica di quel lungo periodo fra Italia ed Europa. Anche in questo senso puo' essere utile la rivisitazione di un critico, come Umberto Bosco, che ha fortemente contribuito a rinnovare il canone dei nostri scrittori dell'Ottocento