Castelvecchi Libri
Libri editi da Castelvecchi pubblicati nella collana Cahiers Teoria delle arti
I segreti della pittura seguito da «Vita e opere di Paul Sérusier» di Maurice Denis Sérusier Paul Denis Maurice - Castelvecchi, 2021 - Cahiers
Artista dal temperamento vivace, Paul Sérusier è stato uno dei pittori che, riuniti attorno a Paul Gauguin, sul finire del Diciannovesimo secolo diedero vita alla Scuola di Pont-Aven. Sperimentatore prolifico e instancabile, antiaccademico ma incline alla riflessione teorica e alla didattica, si fece portavoce della lezione di Gauguin tra gli artisti più giovani, diventando la figura cardine del movimento dei nabis. Si appassionò poi alla concezione mistico-estetica di Padre Desiderius Lenz e sviluppò un metodo compositivo basato sulla sezione aurea. Finalmente, nel 1921, diede alle stampe I segreti della pittura, un breve trattato, a cavallo tra estetica e numerologia, che rappresenta la summa di tutte le sue ricerche. Diviso in tre parti, il testo illustra i fondamenti concettuali dell'arte pittorica, i princìpi geometrico-matematici della forma e i criteri di scelta e accostamento dei colori. La presente edizione è introdotta da un saggio di Simona Rinaldi e riprende la versione francese del 1942, nella quale Maurice Denis, amico fraterno dell'autore, offre il suo affettuoso ricordo di Sérusier, che è anche la rievocazione di un'intera stagione artistica.
Il sogno è un mago potente. Scritti sull'arte Kubin Alfred - Castelvecchi, 2020 - Cahiers
Maestro del disegno e autore de "L'altra parte", uno dei romanzi-chiave del Novecento, Alfred Kubin ha saputo esplorare l'incerto confine tra le inquietudini del reale e il magmatico abisso dell'inconscio. Gli scritti di questa raccolta, composti tra il 1921 e il 1949, riguardano la creazione artistica e l'esperienza onirica, due temi che per Kubin non possono essere trattati separatamente; precisando, tuttavia, che per creazione artistica s'intende soprattutto la pratica intima e «povera» del disegno, mentre lo stato onirico sconfina nella veglia, divenendo attitudine dello sguardo e del sentire. La scrittura che ne scaturisce è divisa tra nitore e un'inafferrabile qualità allucinatoria, che avvolge i diversi argomenti in un unico mutevole paesaggio: dall'influenza dei sogni sull'arte alla mistica del disegno, dai misteriosi frammenti autobiografici alle anticipatrici analisi sull'arte dei folli. È certo che Kubin sia stato un cantore del declino della vecchia civiltà europea, così come un contemporaneo di Freud ed evocatore di paure e desideri rimossi, ma queste definizioni rendono giustizia solo in parte a un artista che si voleva senza tempo e, per questo, rimane oggi assolutamente moderno.