Castelvecchi Libri
Libri editi da Castelvecchi pubblicati nella collana Eliche Teoria psicologica e scuole di pensiero
Dieci storie qualsiasi Fachinelli Elvio Borso D. (Cur.) - Castelvecchi, 2025 - Eliche
Nel 1952, appena arrivato a Milano, Elvio Fachinelli si immerge nei circoli di giovani intellettuali non allineati: Franco Fortini, Elio Pagliarani e Giancarlo Majorino. Proprio la madre di quest'ultimo, firma storica di «Annabella» - il settimanale femminile animato da autori come Soldati, Zavattini e Scerbanenco - lo invita a collaborare alla rivista. Nasce così una serie di racconti che, a settant'anni di distanza, conservano intatti l'acume e la freschezza nel ritrarre i costumi italiani tra il secondo dopoguerra e il boom economico. In questa raccolta inedita, i personaggi di Fachinelli sorprendono per la leggerezza quasi calviniana con cui attraversano spaccati tragicomici dell'esistenza, e per uno stile dialogico che già lascia intravedere la sensibilità del futuro psicoanalista. Emergono qui i temi che diventeranno centrali nella sua opera: l'immaginario, l'eros, la malinconia, il trauma del ricordo. Un incontro fra un impiegato e un'universitaria a un comizio elettorale, una crisi coniugale, le illusioni di un'attricetta, un pomeriggio all'Autodromo tra un uomo maturo e un'adolescente à la Zazie: sono episodi che sfociano in finali aperti. Nel matrimonio mancato si riflette non solo l'erotismo effervescente di un decennio complesso, ma anche una tensione più profonda, intima, verso l'altro. Che cos'è, in fondo, il ricordo di una breve storia estiva - come quella narrata in Discorso interrotto - se non il ritorno inatteso di un amore antico e rimosso, riaffiorato, venticinque anni dopo, nella sagoma fuggevole di una donna? Postfazione di Matteo Marchesini.
Pazzi da slegare. Alle origini della psichiatria umanistica White William A. Zippel N. (Cur.) - Castelvecchi, 2016 - Eliche
Il neurologo e psichiatra americano William White si fece promotore negli anni Venti del Novecento di una nuova psichiatria, che rinunciava ai metodi di cura coercitivi e puramente farmacologici per aprirsi alla dimensione umana della malattia mentale. White persegui questa idea sia con provvedimenti concreti, come l'abolizione della camicia di forza e la creazione di un ambiente più accogliente per i pazienti, sia con la pubblicazione di studi teorici, in cui rifletteva sull'importanza di sviluppare un approccio medico che tenga conto della struttura biologica, del contesto sociale e della storia personale di ciascun individuo. Alcune di queste idee sono raccolte negli scritti presentati qui che permettono di conoscere un autore pressoché assente dagli studi psicologici e medici del nostro Paese.