Castelvecchi Libri
Libri editi da Castelvecchi pubblicati nella collana Etcetera Fenomenologia ed esistenzialismo
La cura della mente. Filosofia della psicopatologia Jaspers Karl - Castelvecchi, 2014 - Etcetera
In questo articolo Jaspers esamina le basi filosofiche della psicopatologia, considerandole un riferimento imprescindibile per una pratica medica che non voglia ridursi a un approccio meramente tecnico-scientifico con il paziente. In particolare, Jaspers analizza tutti quei concetti che ruotano attorno alla nozione di empatia, perché grazie ad essi è possibile sviluppare una psicoterapia che sia in grado di relazionarsi all'aspetto umano del malato. Nutrita dalle considerazioni fenomenologiche sul rapporto interpersonale, la relazione medico-paziente può trasformarsi in un'autentica comunicazione, in cui il medico mira a una comprensione empatica e partecipata del paziente. Dinanzi alla radicale tecnicizzazione e spersonalizzazione dell'individuo, le riflessioni di Jaspers rappresentano una guida fondamentale per la riscoperta dell'umanità nell'uomo.
Lo spergiuro. Il tempo dei rinnegati Derrida Jacques - Castelvecchi, 2013 - Etcetera
È possibile commettere uno spergiuro non per trasgressione deliberata, ma per semplice distrazione? Il quesito non ci porta solo a chiederci se possiamo considerare questa un'attenuante, ma anche a riflettere sulla natura del giuramento e sulla sua infrazione, sulle strutture logiche e psicologiche che sostengono ogni patto e il suo, forse inevitabile, tradimento. Per Derrida che ai concetti di spergiuro, confessione e perdono ha dedicato l'ultimo tratto del suo percorso filosofico - ogni relazione sociale, a cominciare dal matrimonio, si fonda sul giuramento, una promessa, e sullo spergiuro, la rottura di quella promessa. In questo testo ironico, spiazzante e implacabile, il filosofo esplora il labile confine tra finzione e realtà, esamina la menzogna insita nell'atto del narrare, intreccia analisi letteraria e sociologia, diritto e religione. Al lettore, sedotto e disorientato, non resta che riesaminare le proprie categorie etiche, e forse la sua stessa identità di soggetto.
Lo spergiuro. Il tempo dei rinnegati Derrida Jacques - Castelvecchi, 2006 - Etcetera
Con il consueto tono ironico e stralunato, il filosofo Derrida passa in rassegna le ragioni e le strutture logiche del falso giuramento. Il modo di ragionare è così spiazzante che alla fine cediamo: quante volte anche noi abbiamo giurato e spergiurato. "È possibile commettere uno spergiuro non per trasgressione deliberata, ma per semplice distrazione? Derrida si chiede se è possibile giudicare perdonabile il fatto di "non pensarci": se dimenticare di pensarci è una colpa, se una simile interruzione è un fallimento, allora che cosa si chiama pensare? E dimenticare? E dimenticare di pensare? Cosa si chiama non pensare? Non pensare di pensarci? Non si può chiedere a un soggetto di essere capace, a ogni istante, di ricordarsi tutti gli imperativi etici ai quali, per essere giusti, dovrebbe rispondere. Sarebbe disumano e indecente".