Cedam Libri

Libri editi da Cedam pubblicati nella collana Centro Italiano Sviluppo Della Ricerca Storia d'Italia

Da «santa» e «maledetta» a capitale europea della cultura. Gorizia tra confini, autonomia e cooperazione transfrontaliera libro
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LIBRO   9788813387877

Da «santa» e «maledetta» a capitale europea della cultura. Gorizia tra confini, autonomia e cooperazione transfrontaliera Rossi D. (Cur.)  Lopresti D. (Cur.)   -  Cedam, 2024  -  Centro Italiano Sviluppo Della Ricerca

Per il 2025 la Commissione Europea ha deciso di premiare un'area simbolica come la Venezia Giulia, devastata nel Novecento da due guerre mondiali che ne hanno lacerato il territorio. Come Capitale Europea della Cultura è stata selezionata Nova Gorica, comune sloveno sorto dopo che il confine aveva drasticamente tagliato in due e separato simbolicamente l'Italia e la Jugoslavia con un muro, alto quasi un metro e sovrastato da una rete di filo di ferro.

€ 36.00 € 34.20
La città di vita cento anni dopo. Fiume, D'Annunzio e il lungo Novecento adriatico libro
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LIBRO   9788813378448

La città di vita cento anni dopo. Fiume, D'Annunzio e il lungo Novecento adriatico Rossi D. (Cur.)   -  Cedam, 2020  -  Centro Italiano Sviluppo Della Ricerca

Nell'ultimo lustro si sono ricordati gli anniversari di quattro fondamentali passaggi che indelebilmente hanno segnato le terre dell'Alto Adriatico: il quarantennale della stipula del Trattato di Osimo (1975-2015), con cui si definisce giuridicamente il confine tra la Repubblica Italiana e la Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, il settantennio della firma del Trattato multilaterale di Parigi (1947-2017), con cui si pone fine al secondo conflitto mondiale, sancendo la perdita di sovranità da parte dell'Italia nelle Colonie e a Tenda e Briga in favore della Francia, ma soprattutto la cessione dell'Istria, con Zara e la Dalmazia, oltre a Fiume e a parte del Carso goriziano, a cui avrebbe dovuto seguire la formazione del cosiddetto Territorio Libero di Trieste sotto l'egida della nascente Organizzazione delle Nazioni Unite. Infine, il centenario dell'impresa dei legionari di Ronchi (1919-2019), con cui un manipolo di irredenti capitanati da Gabriele d'Annunzio vuole rivendicare la cosiddetta "vittoria mutilata" e il debole atteggiamento del Governo italiano, che politicamente non era riuscito a tradurre in maniera vantaggiosa le proprie affermazioni militari. La sorte di Fiume, Zara e di altre località adriatiche abitate da numerose comunità italiane segna gli umori di gran parte dell'opinione pubblica del Paese, nel frattempo messo in ginocchio da una forte crisi economica, sociale, a seguito della chiusura delle ostilità, e a cui si aggiunge quella sanitaria (la spagnola). Il generale malcontento da virtuale diviene concreto e tutta una serie di agitazioni, di vario colore politico, dilagano per tutta la Penisola. Contemporaneamente trova amalgama quella miscela di anticonformismo, irredentismo nazionalista e futurismo militarista che proprio nella spedizione dannunziana a Fiume segna una sintesi. In tale contesto, infatti, un manipolo di ufficiali, al comando di truppe che già da alcuni mesi sono in fervida attesa, il giorno 11 settembre 1919 parte alla volta di Fiume. L'Impresa dannunziana è lo specchio paradigmatico della contestuale complessità del primo dopoguerra europeo, caratterizzato da forti atipicità e da una compresenza di suggestioni assai difformi tra loro, dalle tendenze nazionaliste, alle evocazioni marxiste, senza tralasciare l'attrazione verso il sindacalismo rivoluzionario.

€ 46.00 € 43.70
LIBRO   9788813370893

Osimo, un trattato che fa ancora discutere De Vergottini G. (Cur.)   -  Cedam, 2020  -  Centro Italiano Sviluppo Della Ricerca

Col Trattato di Osimo l'Italia ha chiuso l'annoso contenzioso confinario con la Jugoslavia. Veniva così definitivamente ceduta una ulteriore porzione del territorio nazionale. Il tutto con una operazione quasi segreta ignorando la voce degli italiani esodati nel dopoguerra e ragionando in termini di realismo opportunista. Nella penalizzante conclusione della vicenda della Zona B del Territorio libero di Trieste è stata determinante la subordinazione ad interessi di equilibrio internazionale considerati condizionanti dalla classe politica del tempo. La cessione del territorio è avvenuta alla vigilia della disintegrazione della vicina repubblica comunista. Gli esuli italiani e la restante comunità italiana in Istria nessun vantaggio hanno tratto dalla chiusura della vicenda. Neppure l'entrata nell'Unione Europea di Slovenia, nel 2004, e Croazia, nel 2013, hanno mitigato le conseguenze drammaticamente negative della cessione del territorio nazionale. Sulla complessa vicenda Coordinamento Adriatico ha chiamato a una riflessione specialisti di diritto internazionale e relazioni internazionali per una pacata pubblica riflessione.

€ 15.00