Celid Libri
Libri editi da Celid pubblicati nella collana Celid Per L Universita Letteratura, storia e critica: studi generali
Le tre corone in Spagna. Con appendici cervantine in Italia Ruffinatto Aldo Scamuzzi Iole - Celid, 2008 - Celid Per L'università
I dialoghi intertestuali fra le tre "corone" italiane (Dante, Petrarca e Boccaccio) e gli autori di lingua castigliana si sviluppano lungo molti secoli di letteratura iberica: dagli albori bassomedievali della poesia allegorico-dantesca al trionfo della narrazione all'italiana con Cervantes, attraverso i mondi della poesia, del teatro, della novella. I primi tre capitoli del volume ricostruiscono la storia di tali dialoghi, mostrando come e quando i testi italiani giunsero nella penisola iberica e come furono accolti e imitati in lingua castigliana, in un lungo e articolato processo di traduzione e mediazione culturale. Ogni capitolo è corredato da un esercizio didattico che si propone di approfondire alcuni aspetti inerenti all'argomento preso in considerazione. Due ricche appendici, infine, provano a rovesciare la prospettiva del dialogo: l'indagine qui si sposta dalle fortune dei tre maestri italiani in Spagna, alla penetrazione del capolavoro cervantino (il Don Chisciotte) e di altre opere dell'autore spagnolo nel mondo non sempre ospitale della letteratura italiana. Non solo dialogo fra culture, quindi, ma talvolta anche conflitto di culture.
Zola. La voje de vivre. Interpretazione estetica Bonelli Guido - Celid, 2010 - Celid Per L'università
Pauline, accolta orfana nella famiglia Chanteau, viene derubata prima delle sue sostanze e poi del suo amore. Questo, in sintesi, il soggetto del romanzo. Pare una storia lacrimevole. Invece è uno dei più grandi romanzi europei, per forza e verità di rappresentazione e stringente logica interna. Tragedia moderna e borghese, dove il male di vivere risiede nella conflittualità dei rapporti e nella fragilità anche fisica della creatura umana, La Joie de vivre trova nel principio aristotelico dell'unità d'azione (gli eventi che si svolgono nell'oppressiva casa Chanteau) tanto un elemento di compattezza, quanto la metafora di una condizione senza uscita. Benché fra le opere di Zola non sia forse la più nota, è indubbiamente un romanzo non inferiore, ma solo meno fortunato, rispetto ai titoli più celebri. Il volume ricostruisce il divenire sintetico del testo e ne ripercorre la genesi ideale (non quella storica), per farne emergere appieno lo spessore: la credibilità delle situazioni, l'esemplarità e la profondità della vicenda, l'intensità della trasposizione figurale. È quanto si ritrova in generale nella scrittura di Zola e in particolare ne "La Joie de vivre", ed è quanto lo studioso ha inteso mettere in luce.
La parola sbagliata. Saggio sulla falsità espressiva dei «Promessi sposi» Bonelli Guido - Celid, 2007 - Celid Per L'università
È evidente nei "Promessi Sposi", di là dalla vicenda narrata, il significato edificante cui essa deve servire. Il narratore sta più in alto dei suoi personaggi, su un podio moralmente rilevato dal quale fa valere i propri convincimenti. Così le situazioni potenzialmente dilemmatiche, la tormentata vicenda umana si svigoriscono, perché è già dichiarata la scelta moralmente obbligata. Il narratore, mentre racconta la storia, la commenta e con bonaria intransigenza impone il suo sistema di valori. Come viene meno il realismo della rappresentazione, così non può esserci verità nella lingua, perché vi si avverte la concrezione di un'ideologia che l'autore intrude nel suo spazio semantico. Lo stile perde vivacità in quanto veicola le espressioni "altre" del narratore, scaturite dal suo sistema ideologico e non dalla situazione narrativa. Ciò che non si deve fare cade sotto una censura che lascia emergere il negativo solo in forma espurgata, evitando ogni lessema che evochi la crudezza delle situazioni, soprattutto se legata a fatti moralmente abnormi. L'impatto con il reale è esorcizzato e in suo luogo erompe la frase vibrante, perentoria: "la sventurata rispose", l'"infame capriccio".