Controluce Nardo Libri
Libri editi da Controluce Nardo pubblicati nella collana Riflessi Gruppi sociali
Prossime uscite della collana Riflessi
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791255274377 I misteri della terra proibita
- 9791255274223 Eroi contro
- 9788899997892 Lo scherzo del filosofo
- 9788854985612 La verità
- 9788854985506 La saggezza
- 9788854985490 Scritti essenziali
Tarantolismo nella superstizione e nella scienza De Raho Francesco - Controluce (Nardò), 2017 - Riflessi
"Il tarantolismo nella superstizione e nella scienza" è uno studio che anticipa di oltre cinquant'anni quello che sarà l'approccio di De Martino al fenomeno del tarantismo, preso in esame all'interno di una sfera complessa, che intreccia credenze, saperi e pratiche della cultura popolare. L'autore, che nei primi anni del Novecento era un giovane aspirante medico, con questo lavoro si avvicina all'etnografia, raccoglie storie di tarantati, fornisce testimonianze, analizza dati, pubblica fotografie di grande interesse documentario, che ritraggono giovani donne tarantate le quali, in preda alla transe, corrono e danzano per la stanza, aggrappate a una fune che pende dal soffitto.
Il Kanun di Lek Dukagjini. Le basi morali e giuridiche della società albanese Martucci D. (Cur.) - Controluce (Nardò), 2019 - Riflessi
Il Kanun - ovvero, Canone - è un codice che scandiva tutti gli aspetti della vita di una regione montuosa dell'Albania del nord, la Mirdita. Tramandato oralmente e poi trascritto all'inizio del Novecento da un francescano originario del Kosovo - padre Shtjefën Kostantin Gjeçov - questo codice contiene una serie di regole di comportamento riportate in dialetto ghego e in uso fin dal Medioevo. Il Kanun di Lek Dukagjini rappresenta un sistema di interpretazione e di valori, un universo simbolico, aderendo al quale il singolo s'integrava nella società e costruiva la propria identità.
Il Kanun di Lek Dukagjini. Le basi morali e giuridiche della società albanese Martucci D. (Cur.) - Controluce (Nardò), 2014 - Riflessi
Un antico codice affonda le sue radici nella nebbia del tempo. Le origini del Kanun sono poco chiare e, dopo essere stato tramandato oralmente, è stato messo per iscritto all'inizio del Novecento da un francescano originario del Kosovo, padre Shtjefën Kostantin Gjeçov. Il codice trascritto racchiude una serie di regole e comportamenti riportati nel dialetto ghego della lingua albanese e già in uso nel popolo durante il Medioevo. Il Kanun scandiva tutti gli aspetti della vita di una regione montuosa dell'Albania del nord, la Mirdita. Con la pubblicazione del Kanun di Lek Dukagjini l'Albania viene messa di fronte alla codificazione non solo delle consuetudini che regolavano la vita di una parte del suo territorio, ma anche e soprattutto di fronte alla codificazione della struttura etica a cui facevano riferimento le persone che lo rispettavano. Il Kanun - ovvero, Canone - rappresentava un sistema di interpretazione e di valori, un universo simbolico, aderendo al quale il singolo si integrava nella società e costruiva, come suo membro, la propria identità.