Crescere Libri
Libri editi da Crescere pubblicati nella collana La Biblioteca Dei Ragazzi Età: a partire dai 5 anni
Le favole. Ediz. a colori. Con Segnalibro La Fontaine Jean De - Crescere, 2016 - La Biblioteca Dei Ragazzi
La Fontaine si presenta come l'erede di Esopo, Fedro ed il discepolo di Epicuro. Attraverso le sue favole, ricche di riferimenti ironici e piuttosto critici fatti di piccoli racconti, fa narrare gli animali con parole che toccano punti sensibili del potere dominante che nessuno avrebbe osato pronunciare a quell'epoca. La sua forma è raffinata e allo stesso tempo semplice. Tra le sue favole più celebri possiamo citare "Il lupo e la cicogna", "La volpe e l'uva", "Il topo di campagna e il topo di città". Le morali e la satira in contrasto tra di loro sono tipiche dello stile di scrittura che lo contraddistingue. Non trascura nemmeno il senso di solidarietà e di pietà nei confronti degli sfortunati. Ne è un esempio la favola "del lupo e l'agnello", ove le logiche argomentazioni dell'Agnello-vittima, per cui il lettore non può che provare empatia, vengono sopraffatte sull'altare della prepotenza fisica del Lupo-carnefice. Età di lettura: da 5 anni.
Le favole. Ediz. a colori. Con Segnalibro Esopo - Crescere, 2016 - La Biblioteca Dei Ragazzi
Una favola esopica consiste in un racconto molto breve, esposto in maniera chiara e lineare: i protagonisti sono animali, talvolta anche piante ma perfino oggetti inanimati o fenomeni naturali. Lo scopo della favola, tramite un significato morale molto esplicito, è quello di guidare e consigliare il comportamento dell'essere umano, per natura poco solidale e virtuoso. Ogni animale incarna e simboleggia una sua specifica qualità, negativa o positiva che sia, secondo associazioni che ancora oggi sono valide: ad esempio la formica incarna le doti della parsimonia e costanza; in antitesi la cicala invece ne simboleggia l'effimeratezza e svogliatezza. Fra le più celebri favole che i Greci attribuivano a Esopo vi è inoltre quella del Pastore che scherzando, andava gridando per beffa "Al lupo! Al lupo!"; un giorno però capitò che veramente un lupo aggredì le pecore e nel momento del bisogno reale, gridando ancora una volta nessuno gli credette più.