Cronopio Libri
Libri editi da Cronopio pubblicati nella collana Rasoi Politica e governo
Clic. Grillo, Casaleggio e la demagogia elettronica Dal Lago Alessandro - Cronopio, 2013 - Rasoi
Con l'ascesa e il successo di Beppe Grillo alle elezioni del 23 e 24 febbraio 2013 è avvenuto qualcosa di inaudito (e non solo in Italia): il prepotente ingresso della rete nella scena politica. Naturalmente, la rete era già una dimensione politica ampiamente sfruttata da anni (si pensi solo alla vittoria elettorale di Obama nel 2008). Ma con Grillo si assiste all'invenzione e al successo di un partito-sito, che considera il movimento un'emanazione del blog www.beppegrillo.it. Il saggio ricostruisce il fenomeno Grillo a partire dalle sue idee, dalla struttura del suo movimento e dalla sua azione concreta nelle istituzioni.
La Comune di Parigi. Una dichiarazione politica sulla politica Badiou Alain - Cronopio, 2004 - Rasoi
Mettendo all'opera i concetti di "sito", "singolarità" ed "evento", Badiou mostra che la "verità" della Comune di Parigi è consistita nel far venire all'esistenza politica assoluta qualcosa che non aveva valore di esistenza: una molteplicità di operai sconosciuti che rompono, per la prima volta, con il destino parlamentare dei movimenti operai e popolari. Da questo punto di vista, ricordare la Comune significa per Badiou riattivare la capacità di rompere con la "sinistra", ovvero con quel "personale politico parlamentare che si dichiara il solo capace di assumere le conseguenze generali di un movimento politico popolare singolare".
Per una critica politica della guerra e della pace. Un confronto Amato Pierandrea Romitelli Valerio - Cronopio, 2026 - Rasoi
Questo libro nasce dal confronto tra due saggi pubblicati on line, e qui nuovamente pubblicati a specchio, da Pierandrea Amato e Valerio Romitelli sulle questioni della guerra, della società e della politica, mettendo in gioco le riflessioni, tra gli altri, di von Clausewitz, Foucault, Schmitt. Sulle medesime questioni, due divergenti interpretazioni. Ma il libro non si ferma qui. Gli autori si sono impegnati a discutere le loro iniziali posizioni, fino ad aggiungere un'ulteriore elaborazione delle rispettive tesi in risposta agli effetti del loro confronto. Ne viene fuori un dialogo serrato, inusuale per le abitudini della discussione intellettuale in Italia. Al di là delle diverse posizioni emerge non solo il comune impegno per un'analisi che vada al nucleo del rapporto tra politica e guerra, che si spinga anche oltre l'opposizione tra logica della guerra e logica della pace. La politica è riducibile alla scelta per la guerra o la pace? Non ha forse un altro compito?