D Amico Editore Libri
Libri editi da D Amico Editore pubblicati nella collana Documenta Storia regionale e nazionale
Il lungo 1922: da Roma a Salerno. L'entusiasmo della marcia il marcio dell'entusiasmo Foscari Giuseppe - D'amico Editore, 2023 - Documenta
La marcia su Roma è stata considerata un forte momento identitario per il regime, facendo emergere la capacità di mobilitazione del partito fascista, sia a Roma che in periferia, ma anche le profonde debolezze ed ambiguità del sistema politico liberale. Esaminando le ricadute del lungo 1922 tra Roma e la provincia di Salerno, l'Autore analizza le ragioni del successo fascista, affidate a giornali liberali compiacenti che diventarono il megafono del regime, all'entusiasmo irrefrenabile dei giovani, alla propaganda, al radicamento delle sezioni del partito nei territori, alla capacità di assistere iscritti e cittadini nelle piccole cose del quotidiano come nelle più complicate e determinanti esigenze. In tutte queste attività, tuttavia, fu contemplato un uso sistematico della violenza squadrista, per soppiantare il dissenso organizzato e quello spontaneo, e per intimidire e fiaccare la società.
Le condizioni del Regno delle Due Sicilie. Considerate nel Parlamento di Torino da' deputati delle provincie meridionali Durelli Francesco Romano V. (Cur.) - D'amico Editore, 2023 - Documenta
Le ragioni delle annesse Provincie napolitane stentarono a trovare diritto di cittadinanza nel primo Parlamento della Nuova Italia; dovettero subire una tattica dilatoria che, di fatto, ne delegò al solo potere esecutivo la soluzione. Se, però, la "Questione Meridionale" fu scientemente sottovalutata nell'aula parlamentare, non si poté, tuttavia, impedire che la stessa venisse portata - seppure nelle forme carsiche della clandestinità antiunitaria - all'attenzione del Paese stesso, grazie a pochi strenui oppositori residui. Ne è esempio questo lavoro di Francesco Durelli che, avendo seguito re Francesco II nell'esilio romano, continuò la battaglia in favore della deposta dinastia borbonica con l'arma che più gli era congeniale, la penna: il testo è una sorta di contro cronaca dei lavori parlamentari, sicuramente partigiana e spesso livorosa, ma che ha, comunque, la forza della denuncia accompagnata dal pregio della freschezza e che pone l'accento sul ruolo di "rappresentanza" dei deputati meridionali nell'assise torinese.