De Agostini Libri
Libri editi da De Agostini pubblicati nella collana Non Fiction Letteratura di viaggio
Prossime uscite della collana Non Fiction
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791221224085 Il patentino del rispetto
- 9788878277212 L'ultimo rintocco
La centenaria che girò il mondo in camper. Una nipote, una nonna e un'avventura impossibile Lauriol Fiona - De Agostini, 2023 - Non Fiction
«Non ne avrà per più di una settimana.» Queste sono le parole del medico della casa di riposo al momento delle dimissioni della signora Dominique Cavanna, nata in un paesino del Nord Italia centouno anni prima, ed emigrata in Francia al tempo della guerra. Parole cupe, definitive e, fondamentalmente, noncuranti. Oppure, le ultime parole famose. Perché, oltre a un secolo sulle spalle, a vari acciacchi e a un carattere più spinoso di un riccio, Dominique tiene ancora in serbo un invidiabile appetito per la vita. E l'unica a rendersene conto davvero è sua nipote Fiona, che trova il coraggio - e l'incoscienza - di proporle un progetto folle e meraviglioso: partire insieme in camper per un lungo viaggio senza bussola e senza meta. Inizia così, a La Faute-sur-Mer, sulla costa atlantica francese, un'avventura on the road che coinvolgerà la famiglia di Fiona in una serie di scoperte ed esplorazioni inattese, capitanata dall'instancabile, capricciosa ma gagliarda nonnina. Grazie alle cure della nipote e alla sua casa con le ruote, Dominique riesce a realizzare il sogno di trascorrere in viaggio gli ultimi anni della sua vita, percorrendo in lungo e in largo l'Occitania, valicando i Pirenei, immergendosi nella magia festosa dei borghi catalani e attraversando i torridi deserti dell'Andalusia e della Navarra, fino a seguire le orme dei pellegrini verso Santiago de Compostela. Un peregrinare gioioso durato oltre due anni e quindicimila chilometri, che pur subendo una temporanea battuta d'arresto non si interrompe nemmeno nel 2020, allo scoppio della pandemia. "La centenaria che girò il mondo in camper" è la storia vera di uno sberleffo alla morte e alla malattia, un inno alla voglia di vivere e alla felicità della scoperta, due compagne di viaggio che non conoscono età.
Torno a casa a piedi. Si va avanti con il cuore, mica con le gambe Jaselli Jack - De Agostini, 2021 - Non Fiction
Un passo dopo l'altro, lungo la via Francigena. Per mettersi in ascolto. Per riscoprire il contatto con la natura. Per assaporare la lentezza. E ritrovare se stessi. Quaranta giorni. 800 chilometri a piedi, da Milano a Roma, lasciando a casa le cose pesanti e superflue, ma anche quelle che al ritorno sarà più bello ritrovare. Per Jack Jaselli, cantante e musicista, ma anche un po' filosofo errante, camminare è una medicina potentissima. Per questo, in un momento di crisi si è messo in testa di ripercorrere le orme di Sigerico, l'arcivescovo di Canterbury che verso l'anno Mille "inventò" la via Francigena, attraversando l'Europa per ricevere dal papa l'investitura. E di farlo suonando. Con sé ha un bordone intagliato nel sambuco, uno zaino e una chitarra da viaggio, ribattezzata "il Garpez", impacchettata per proteggerla dalle intemperie. Che non mancheranno, anzi: quello che lo aspetta è uno dei mesi di maggio più piovosi a memoria d'uomo. Del resto, Jack l'ha sempre detto, di amare l'acqua molto più della terra: non per niente da ragazzo odiava camminare. Seguendo i suoi passi attraversiamo i campi della Pianura padana e i boschi dell'Appennino, scendiamo verso il mar Ligure e risaliamo la val d'Orcia, guadiamo torrenti e visitiamo abbazie. Ci perdiamo, per ritrovarci. Ma soprattutto incontriamo le persone che in fondo sono la Francigena: appassionati custodi dell'antica via, camminatori che declamano a memoria la Divina Commedia, monaci buddisti, ma anche amici che arrivano per compiere insieme un tratto di strada. Oltre a questi incontri in carne e ossa, il cammino risveglia i ricordi di altre avventure, viaggi di fuga e di ricerca, della musica e di sé. Così scopriamo che anche Katmandu, il deserto del New Mexico e Los Angeles sono tappe della Francigena. Perlomeno di quella di Jack. Per capirlo, le mappe non sono di nessun aiuto: bisogna trovare il coraggio di partire, perché «camminare è una condizione esistenziale, prima ancora che fisica. Si va avanti con il cuore, mica con le gambe».